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RELATIVE VOLATILITY INDEX (RVI): formula e come usarlo nel trading

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Guida all'indicatore Relative Volatility Index: cos'è e come usarlo nel trading online

L’indicatore Relative Volatility Index (RVI – indice relativo di volatilità) è un indicatore di volatilità facente parte della stessa famiglia dei vari ATR, Bollinger Bands, Donchian Channel.
In sostanza misura quanto i prezzi (o meglio i suoi massimi e minimi) si stiano discostando dal loro range recente, e di conseguenza anche se c’è una pressione a vendere o comprare.

Precisiamo subito che l’RVI non è un indicatore “solitario”, nel senso che viene per lo più sfruttato per confermare i segnali generati da altri strumenti dell’analisi tecnica (come vedremo a breve).

Intanto vediamo come si presenta sulle nostre piattaforme, sfruttando il broker .

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Come si calcola: formula Relative Volatility Index

Questo oscillatore sviluppato da Donald Dorsey si calcola come deviazione standard delle variazioni dei prezzi per un certo periodo di tempo (in sostanza si calcola allo stesso modo del RSI, ma utilizzando la deviazione standard piuttosto che la variazione assoluta del prezzo).

A titolo didattico spieghiamo come la formula del Relative Volatility Index, dal momento che esistono due versioni.

Nella formulazione originaria di Dorsey prevedeva che la RVI si calcolasse a partire dalla deviazione standard dei prezzi di chiusura relativi agli ultimi 10 giorni, quindi calcolava la EMA (media mobile esponenziale) delle deviazioni e le sfruttava con tale formula:
FORMULA ORIGINARIA: RVI (del 1993) = 100 * (EMA[W14] of U / EMA[W14] of S)

dove S = Stddev[10 days]
ed U = S (se prezzo è uguale al prezzo precedente) oppure 0 se è diverso.

Qualche anno dopo lo stesso Dorsey rivisitò la sua formula, utilizzando non più i valori giornalieri di chiusura bensì i massimi e minimi, facendo poi la media tra questi due per ottenere il valore finale. Ecco come:
NUOVA FORMULA: RVI = (RVI 1993 dei massimi + RVI del 1993 dei minimi) / 2

Il periodo di 10 giorni utilizzato per calcolare la deviazione standard, nonché il valore di 14 per il calcolo dell’EMA sono i parametri che normalmente possono essere personalizzati sulla piattaforma di trading.

Come usare il Relative Volatility Index

Come abbiamo già detto, l’indicatore Relative Volatility Index non è progettato per un uso solitario ma come mezzo per confermare o meno i segnali prodotti da altri strumenti.
Tali segnali possono essere forniti da altri indicatori oppure anche pattern grafici o pattern di prezzo.

In questi casi…
1) Quando il valore RVI > 50 rafforza un eventuale segnale di acquisto.
2) Quando il valore RVI < 50 invece rafforzano un eventuale segnale di vendita.
3) Se il RVI scende sotto i 40 suggerisce di uscire dalle posizioni lunghe già assunte sul mercato e assumere posizioni short
4) oltre i 60 suggerisce di uscire dalle posizioni corte già assunte sul mercato e assumere posizioni long.

Nell’esempio qui sotto vediamo un caso in cui utilizziamo il nostro RVI come conferma dei segnali che ci manda l’indicatore MACD (fonte grafica broker ).

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Riguardo agli indicatori, va precisato che in genere il Relative Volatility Index si utilizza con indicatori di trend come MACD, ADX oppure gli oscillatori come lo Stocastico (meno consigliabile con l’RSI, visto che come abbiamo visto è fin troppo simile al RVI e quindi si avrebbe un segnale meno attendibile).

“Non c’è ragione per dire che l’RVI sia meglio o peggio del RSI come indicatore preso a sé stante. Tuttavia il RVI ha un vantaggio se usato come mezzo di conferma, perché fornisce un livello di diversificazione che invece non c’è nel RSI” – Donald Dorsey

Ipervenduto, imprecomprato e divergenze

Come l’RSI, anche il Relative volatility index può essere utilizzato per determinare le condizioni di ipercomprato e ipervenduto. La zona “estrema superiore” di ipercomprato è tra i 70 e i 100 punti, la zona “estrema” inferiore di ipervenduto è compresa tra 0 e 30 punti.

Infine, l’indicatore RVI Relative volatility index può essere sfruttato quando presenta divergenze positive/negative associate ad una situazione di ipervenduto/ipercomprato.
Per la precisione:
– quando disegna una divergenza rialzista dopo essere sceso all’interno delle sua area di ipervenduto, ci invia una indicazione rialzista.
– quando l’oscillatore disegna una divergenza ribassista dopo essere salito all’interno delle sua area di ipercomprato, ci invia un’indicazione ribassista.

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1 risposta su “RELATIVE VOLATILITY INDEX (RVI): formula e come usarlo nel trading”

  1. Commentato il 19 Gennaio 2022 alle 2:52 pm da Alfredo

    A fascinating discussion is worth comment. I do believe that you ought to write more
    about this subject, it may not be a taboo matter
    but usually people don’t talk about these subjects.

    To the next! Many thanks!!

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