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CONTRATTO PER DIFFERENZA CFD: significato e come funziona nel trading

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Cosa vuol dire trading CFD (spiegati bene). Esempi di contratti per differenza e broker che li propongono

Normalmente siamo abituati a pensare agli investimenti come un processo abbastanza banale: se voglio un’azione Amazon, compro quell’azione pagando il prezzo e ne divento titolare. Lo stesso schema vale se voglio comprare obbligazioni, valute, ecc ecc.
In realtà questo schema tradizionale negli ultimi decenni è stato affiancato da un altro schema di investimento: il TRADING CFD – CONTRATTO PER DIFFERENZA.
Questa tipologia di strumento ha avuto una larghissima diffusione perché l’investimento nei contratti per differenza può essere fatto anche se non si hanno a disposizione grandi capitali.

In questo articolo faremo una panoramica riguardo al CFD CONTRATTO PER DIFFERENZA: significato, cosa è e come funziona.
Inoltre ti forniremo una tabella che illustra alcuni dei BROKER CFD REGOLAMENTATI (e quindi AFFIDABILI) che operano sul mercato.

VAI DIRETTAMENTE ALLA TABELLA dei BROKER CFD REGOLAMENTATI

Cosa sono i CFD, significato e definizione

Cominciamo dando una definizione di Contratti per differenza, ovvero dal significato di CFD (Contract for Difference).
A differenza degli investimenti tradizionali, nel CONTRATTO PER DIFFERENZA… non si compra nulla!

Infatti sono strumenti finanziari con i quali NON si compra realmente un asset finanziario (titolo, valuta, materia prima, criptovaluta) bensì si investe sulla differenza di prezzo che quello stesso bene avrà tra il momento in cui apri la posizione e quello in cui la chiudi.
In sostanza investiamo una somma di denaro sul fatto che un certo asset salga o scenda di prezzo.

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Facciamo subito un esempio di CONTRATTO PER DIFFERENZA…
Immaginiamo che il cambio Euro-Dollari sia 1,10 e che io sia convinto convinto che il dollaro si rafforzerà in futuro.
Devo quindi comprare dollari, vendendo gli euro.


A quel tasso di cambio, se volessi comprare CONCRETAMENTE 10mila dollari, dovrei pagare poco più di 9000 euro. Quindi FISICAMENTE E CONCRETAMENTE devo pagare quella somma per avere in cambio dei dollari.

Con i CFD invece NON COMPRO FISICAMENTE NULLA: decido una cifra da investire sul fatto che il dollaro si apprezzerà rispetto all’euro. Ad esempio, posso decidere di investire 500 euro sul dollaro tramite un broker CFD trading, quindi non faccio altro che investire 500 euro (cliccando su “VENDI”) relativamente al cambio EUR-USD.
Se il dollaro effettivamente salirà, otterrò un profitto che DIPENDE PROPRIO DA QUANTO HO INVESTITO E DA QUANTO è variato il prezzo.
Se invece il prezzo scende, IL BROKER trattiene solo quella PERDITA (sempre calcolata in base alla differenza negativa di prezzo).

Per questo motivo i CFD si chiamano strumenti “derivati”, perché il loro valore “deriva” dall’andamento del prezzo di un asset.

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La grande diffusione dei CFD

Adesso che abbiamo spiegato i CONTRATTI PER DIFFERENZA COSA SONO, è facile comprendere anche perché hanno avuto una fortissima diffusione negli ultimi anni: il loro meccanismo permette infatti di fare investimenti anche con piccoli capitali (molti broker consentono di aprire conti perfino con poche decine di euro.

Inoltre il contratto per differenza è disponibile su tutte le classi di asset: valute, azioni, indici, criptovalute, ETF, materie prime.
Ce n’è davvero per tutti i gusti…

I vantaggi del trading con un CFD/CONTRATTO PER DIFFERENZA sono quindi nella maggiore economicità rispetto all’investimento tradizionale, ma anche nella maggiore praticità, comodità e velocità.
NON SOLO: a differenza del trading tradizionale (dove compri oggi per rivendere a prezzo maggiore domani), con i contratti per differenza si possono fare profitti anche investendo al ribasso (!) su un asset.
INOLTRE: a differenza delle banche con cui si faceva trading tradizionale (ovvero compravendita reale di azioni e obbligazioni), con i broker CFD non occorre avere un conto corrente, basta solo registrarsi e versare il capitale minimo iniziale, e si potrà subito cominciare.

I migliori broker CFD

Dopo aver dato la definizione di contratti per differenza e spiegato cosa sono i CFD, adesso vogliamo mettere in evidenza che per operare in modo efficace, occorre saper scegliere ancora con cura il proprio broker CfD, giacché il panorama è vastissimo e ricco di insidie.

La rapida diffusione dei CFD è infatti stata accompagnata anche dall’aumento dei broker che sono specializzati proprio nei contratti per differenza.

Ma una cosa è importantissima e va chiarita subito: bisogna rivolgersi sono agli intermediari che siano autorizzati e regolamentati!

Per darti una mano nello scegliere il broker CFD che può rispondere alle tue esigenze, abbiamo realizzato una TABELLA che confronta alcuni dei più noti.
Subito dopo, ti spiegheremo alcune cose…

Come scegliere il borker CFD

Normalmente quando si sceglie un broker si guarda ai fattori economici: “quanto è il deposito minimo?”, “accetta anche Paypal o Postepay?”, “ci sono commissioni?” e cose del genere…

Tuttavia, ci sono anche altri fattori cruciali da considerare, che riguardano l’aspetto operativo.
Molti li trascurano commettendo un grosso errore.
Bisogna anche sapere che tipo di spread viene applicato, se vengono offerti servizi aggiuntivi (come i segnali di trading, il copy trading).
In fondo sarebbe come acquistare un auto perché è bella e costa poco, ma poi ci si accorge che non si guida affatto bene.

Per questo motivo nella TABELLA che abbiamo realizzato, abbiamo voluto mettere in risalto sia gli aspetti economici che quelli operativi.

La scelta del proprio broker CFD

Perdere due minuti a leggere bene alcuni fattori che possono interessarci nella scelta di un buon broker CFD regolamentato, potrebbe essere il primo vero “investimento” vincente che potrai fare…

La PIATTAFORMA. Poiché la piattaforma di trading diventerà il tuo tramite con il mercato finanziario, è fondamentale che per te risulti maneggevole, rapida e intuitiva.
La maggior parte dei broker utilizza la MetaTrader, che è la piattaforma più famosa al mondo. Tuttavia, molti dei broker più famosi hanno sviluppato delle piattaforme proprie (come oppure ) in base alle esigenze dei loro clienti e con dei contenuti unici.

L’ammontare del DEPOSITO MINIMO. Oggi la maggior parte dei broker chiede un investimento minimo iniziale molto contenuto, che può variare dai 50-200 euro. Tuttavia ci sono anche casi particolari come che consentono di fare trading reale con pochi euro.
Occhio però: investire troppo poco significa rischiare meno, ma anche guadagnare meno.

COMMISSIONI e SPREAD. Questi sono i costi che dovrai sopportare facendo trading in CFD. Molti broker offorno conti senza commissioni, altri le applicano ma in cambio ti offrono degli spread (differenza tra prezzo per acquistare e prezzo per vendere) molto basso o addirittura nullo.
Non esiste una soluzione che sia la migliore in assoluto per tutti. Ogni trader ha le sue preferenze e le sue esigenze.
Per caprine di più puoi leggere questa GUIDA AGLI SPREAD.

I SERVIZI ACCESSORI. Spesso poco considerati all’inizio, altrettanto spesso finiscono per diventare i punti di forza per cui non si rinuncerebbe mai al proprio broker.
Ogni operatore ha una propria politica al riguardo. Sono apprezzati ad esempio i segnali di trading (li offre ad esempio ), ma anche la possibilità di di negoziare strumenti più particolari, come le Opzioni Vanilla.

Conclusioni

Speriamo di averti reso un quadro più chiaro su cosa sono i CFD, come funzionano e come orientarti tra i vari broker che li propongono.
Adesso non ti resta altro che scegliere il tuo broker e cominciare a negoziare i contratti per differenza.
Buon trading!

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