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Grafico RENKO: analisi e strategia, come si usa questo trading system

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Il Renko trading chart identifica in modo chiaro i trend di mercato. Ecco perché esistono specifiche strategie forex Renko

Il GRAFICO RENKO (“mattone”) si differenza dai classici grafici a candele/barre perché è uno strumento atemporale, ovvero è slegato dall’evolversi del tempo.

Lo scopo essenziale del Renko trading chart è quello di IDENTIFICARE IN MODO CHIARO I TREND, focalizzandosi solo sulle variazioni significative dei prezzi ed eliminando quanto più possibile i “rumors” del mercato.

Come si disegna un grafico Renko

Prima di spiegare come si arriva e come si costruisce questo grafico, vediamo come si presenta grazie alla piattaforma , dove il RENKO si trova tra le tante opzioni disponibili.

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Come si può vedere, questo tipo di grafico fa vedere in modo assolutamente nitido l’esistenza dei trend.
Sulla nostra piattaforma vediamo subito e senza interferenze se il prezzo sta scendendo o sta salendo.

Ma come si arriva a questo grafico?
Vediamolo…

I mattoncini del Renko Chart

Sul Renko trading chart l’andamento delle quotazioni di un asset viene rappresentato tramite dei mattoncini (bricks) che sono TUTTI IDENTICI fra loro, come puoi vedere nell’immagine che ti abbiamo già proposto su .

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Ogni singolo “brick” ha un’altezza fissa, che rappresenta una variazione del prezzo dell’asset (in percentuale o in pip), considerando il prezzo di chiusura di ogni sessione.
Un mattoncino viene disegnato sul grafico solo se la variazione del prezzo è stata almeno pari all’altezza del mattoncino, altrimenti non si disegna nulla.

In termini pratici: se abbiamo settato l’altezza del mattoncino a 10 pips e il prezzo è salito di 50pips, si utilizzeranno 5 mattoncini chiari/vuoti uno sopra l’altro.
Se invece il prezzo scende di 30 pips inseriremo 3 mattoncini neri/pieni uno sotto l’altro.

Esiste anche una variante del Renko (spesso sulla MT4) nella quale i mattoncini hanno anche delle ombre (shadows) che hanno significato identico a quello delle candele tradizionali, ovvero ci fanno vedere fino a che punto si sono spinti i prezzi durante le sessioni di mercato per poi essere respinti.

…addio tempo

Ti facciamo riflettere su una cosa: se per diverse sedute il prezzo non subisce variazioni significative, non si disegnano bricks finché non si raggiunge la misura minima prestabilita – in aumento o in diminuzione – prevista dal brick (nell’esempio detto prima 10 pips).

Secondo molti trader professionisti questo rappresenta un grosso punto di forza, dal momento che movimenti inferiori all’ampiezza del bricks verranno ignorati dal grafico eliminando quindi il “rumore” di fondo.

Guarda adesso questo grafico sulla piattaforma , dove ti mostriamo l’andamento dello stesso asset NELLO TESSO PERIODO DI TEMPO, sfruttando sia il grafico Renko che quello tradizionale a candele.

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La differenza visiva nel cogliere i trend (ma soprattutto i microtrend) è notevole…
Osservando le due immagini su , si nota il Renko si muove in maniera più decisa, di conseguenza avremo un grafico più pulito proprio perché i rumors del mercato sono stati eliminati. Si vedono chiaramente le salite e le discese dei prezzi.


La dimensione ottimale del mattone-bricks

Prima di vedere come sfruttare il Renko nelle nostre sessioni di trading, occorre definire la dimensione corretta del mattoncino, che è essenziale per l’efficacia del Renko.

Se si definisce una ampiezza TROPPO PICCOLA, il grafico diventa troppo sensibile e quindi aumenta il rischio di falsi segnali.
Al contrario, un’ampiezza TROPPO GRANDE rende il grafico Renko ingessato: segnali buoni, ma troppo di rado e pure tardivi.

Per questo è importante stabilire la corretta dimensione del mattoncino.
Ma qual è la misura ottimale?

Purtroppo non esiste un valore standard da dare al brick, perché dipende dal sottostante che si analizza. L’ideale quindi è fare delle prove per trovare la brick size ideale.

Spesso a tal fine si utilizza l’indicatore Average True Range.
Come? Si apre il grafico a candele del nostro asset (timeframe 15 minuti) e applichiamo un indicatore ATR (14 periodi). Traccio quindi una linea che taglia mediamente l’ATR e ottengo così una stima della volatilità media – la più frequente è tra 8 e 12 pips -, valore che diventa il mio “bricks size”.

Strategia operativa con il Renko

Ci sono diversi modi per utilizzare il Renko, che molto spesso viene sfruttato in combinazione con altri indicatori come Supertrend, medie mobili, ecc.
Chiaramente questi ultimi vanno calcolati sui valori del grafico Renko e non sulle candele classiche.

La più semplice strategia di trading con il Renko prevede di aspettare che dopo una serie di mattoni di un certo colore, compaia un mattoncino di colore opposto (e magari aspettare anche che ci sia anche la conferma di un secondo o di un terzo mattone).
A quel punto si entra nel trend.
Usciremo poi dal mercato quando il brick invertirà nuovamente il suo colore tornando a quello originario.

Lo vediamo sulla nostra piattaforma di investimento .

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Un altro metodo invece sfrutta SUPPORTI E RESISTENZE. Il Renko infatti è molto affidabile nell’identificare livelli di supporti e resistenze robusti, suffragati da doppi/tripli massimi (o minimi).
Quando questi vengono infranti il segnale che riceviamo è abbastanza solido (attendiamo sempre una conferma data da uno o due bricks che rompono il supporto/resistenza prima di agire).

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Pregi e difetti del Renko

Lo svantaggio principale del Ranko è tipico della maggior parte degli strumenti trend-following. Infatti il suo comportamento è ottimale finché il mercato è in una fase di forte tendenza.
In una fase laterale invece è molto meno efficace, e potrebbe produrre molti falsi segnali.

Il secondo svantaggio è la dipendenza dell’efficacia di questo strumento dal valore che scegliamo come altezza del box. Un valore molo piccolo renderà il grafico molto sensibile, e ciò potrebbe causare falsi segnali.
Al contrario un valore troppo elevato rende il grafico più “ingessato”, che ridurrà o ritarderà il numero di segnali di ingresso.
Buon trading!

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