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Figure di inversione, cosa sono? Testa e spalle, doppio massimo e minimo, diamante, Wolfe Wave

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Queste figure consentono di prevedere la modifica di un trend in corso e fissare un target obiettivo per operare sul mercato

Le figure che nell'analisi tecnica vengono definite di inversione, servono a identificare quando si modifica una tendenza del prezzo di un asset, ovvero preannunciano una inversione del trend in atto.
Il loro presupposto è quindi che ci sia un trend in corso. Se così non fosse allora non avrebbero alcun effetto, e non ha neppure senso andarli a cercare sul grafico.


Quali figure di inversione esistono


Sebbene esistano diverse configurazioni grafiche, le più ricorrenti sono
1) Testa e Spalle
2) Doppio Massimo
3) Doppio Minimo
4) Triplo Massimo
5) Triplo Minimo


Testa e spalle


Senza dubbio questa è la figura più nota. Si genera attraverso tre distinte fasi di mercato in cui si formano le due spalle e la testa, sulla base delle quali individuiamo poi la neckline (linea del collo).
Vediamole:
Spalla sinistra: E' una fase di rialzo accompagnata da forti volumi, cui fa seguito una rapida correzione al ribasso accompagnata però da volumi sicuramente più bassi.
Testa, nella quale c'è un nuovo rialzo con superamento dei massimi precedenti, ma con volumi inferiori. Anche in questo caso ci sarà un'altra fase correttiva che finirà in prossimità della base della spalla sinistra.
Spalla destra ancora al rialzo, con valori inferiori sia in termini di prezzi che di volumi. Anche stavolta ci sarà una nuova correzione.
Neckline (linea del collo (neckline), che va tracciata unendo il punto da cui la spalla sinistra inizia a formare la testa con il punto in cui si inizia a formare la spalla destra.
Ecco quindi come si presenta in un caso concreto, preso dalla piattaforma del broker FxORO che consente di aprire un account demo e trattenere i profitti eventualmente ottenuti (maggiori info qui).
testa-e-spalle_1.jpg


Quali indicazioni ne ricaviamo?


Se la correzione va oltre la neckline e la "rompe" con un notevole incremento dei volumi, allora l'asset accelererà violentemente al ribasso.
Occhio che spesso questo accade dopo un piccolo sussulto verso l'alto con volumi molto bassi, nel quale i prezzi tornano verso la "neckline" e la testano come se fosse una resistenza (movimento di pull-back).



Doppio e triplo massimo/minimo


Questo tipo di configurazione è anch'essa molto utilizzata nella pratica. Come accade per la figura del testa e spalle, anche queste possono essere sia ribassiste che rialziste.
Adesso analizzeremo questa configurazione focalizzandoci sull'ipotesi di doppio (triplo) massimo, ma è chiaro che gli stessi concetti potranno essere applicati alla rovescia per il doppio (triplo) minimo.


E' quella particolare condizione di mercato nella quale un asset raggiunge un determinato prezzo per due o tre volte, ma non lo supera mai e poi ridiscende verso la base del movimento con volumi forti.
Sostanzialmente è una "resistenza statica" con forte indebolimento della forza rialzista e conseguente ripiegamento verso il basso dei prezzi.


massimo-minimo.jpg

Così come accade per il "testa e spalle", anche in questa configurazione va tenuta presente l'evoluzione dei volumi.
In genere in corrispondenza del secondo o terzo massimo sono inferiori rispetto al raggiungimento del primo.
Inoltre anche per questa figura si può determinare il target come distanza tra i massimi e i ripiegamenti.


Occorre fare una precisazione. Non si deve cadere nell'errore di ritenere che basta che un prezzo si fermi in corrispondenza di un massimo precedente, perché possa generarsi una configurazione di "doppio massimo" (o anche di triplo), ma occorre sempre aspettare che avvenga la rottura della base della figura (la base della "M"). Solo in questo caso possiamo parlare di formazione di doppio – o triplo – massimo.


Altre figure di inversione: Diamante


Se quelle viste finora sono le figure di inversione più note, ce ne sono poi molte altre che possiamo considerare. Una di queste è il diamante.


Va precisato che a differenza di quanto accade per altre figure di inversione, il Diamante può verificarsi anche durante semplici pause del trend ed assumere, quindi, le caratteristiche di una figura di continuazione.


Quando si presenta la figura del diamante?


Il diamante può formarsi alla fine di un trend rialzista (Diamond Top) o di un trend ribassista (Diamond Bottom).
La formazione a diamante è composta da due parti: una broadening top (sinistra) e un triangolo (destra), che non sempre si sviluppano in maniera simmetrica. Anzi, frequentemente capita che la seconda parte si prolunghi nel tempo più di quanto non abbia fatto la prima parte.


diamante.jpg

L'individuazione del Diamante si fa in tre fasi:
1) una iniziale espansione dei prezzi
2) un massimo seguito da un minimo (o viceversa)
3) una fase di contrazione dei prezzi.


Anche qui vale la stessa raccomandazione fatta quando abbiamo parlato del doppio massimo-minimo: la configurazione è completa solo quando avviene il breakout. L'unica differenza è che con il Diamante non occorre attendere il pullbak (ovvero il rimbalzo contro la resistenza) dal momento che a volte il movimento seguente alla rottura è così deciso da non lascia troppo spazio ad eventuali correzioni dei prezzi.



Come utilizzare il diamante?


Per calcolare il prezzo target basta proiettare l'ampiezza massima della figura a partire dal punto in cui è avvenuto il breakout.
Se invece il Diamante è di continuazione e non di inversione, allora è possibile derivare anche un secondo target, proiettando l'ampiezza del movimento che ha preceduto l'inizio del diamante, dal punto del breakout finale.


Le Wolfe Wave


Questa particolare figura di inversione si genera attraverso la successione alternata di massimi e minimi, le cui caratteristiche dipendono dalla direzione del trend.
wolfe-vawe.jpg


La Wolfe Wave ribassista presenta tre massimi crescenti intervallati da due minimi relativi. Quando si genera un "falso breakout" in corrispondenza dell'ultimo massimo crescente, allora la figura si completa e si apre una posizione ribassista.
Il target si raggiunge quando i prezzi arrivano a "testare" la trendline che si ottiene unendo i punti 1-4.


Nel caso di Wolfe Wave rialzista invece abbiamo tre minimi decrescenti che sono intervallati da due massimi relativi. Il range 3-4 deve inoltre essere inferiore al range 1-2.
L'ultimo minimo decrescente tende generalmente a superare la trendline che unisce i precedenti minimi, ed è proprio in questo momento che si completa la figura e quindi si apre una posizione rialzista.
Il target si raggiunge quando i prezzi arrivano a "testare" la trendline che si ottiene unendo i punti 1-4.


Va notata una cosa: se prolunghiamo i lati della figura finché non si incrociano, proprio il punto di intersezione definisce un approssimativo momento nel tempo in cui dovrebbe essere raggiunto il target, ovvero il momento in cui i prezzi incontreranno la trendline che individua il prezzo-obiettivo.





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