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DOPPIO MASSIMO e DOPPIO MINIMO nel trading, come usarli nell’ANALISI TECNICA

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Guida al doppio massimo e doppio minimo in analisi tecnica: livelli di entrata, target level e stop loss

I pattern doppio massimo e doppio minimo (noti in inglese come double top e double bottom) sono tra le figure di inversione più note dell’analisi tecnica.
Questi due tipi di configurazioni sono molto ricercate sui grafici, dal momento che servono a identificare il possibile momento in cui si modificherà la tendenza del prezzo di un asset, e questo consente al trader di mettere le basi per una operazione potenzialmente di grande successo.

Prima di esaminare questa figura dell’analisi tecnica, mettiamo in chiaro un concetto: per identificare una possibile inversione del trend, è necessario che doppio massimo/minimo si verifichino quando un trend è in corso, altrimenti non hanno alcuna efficacia.
Ribadiamo: c’è bisogno di un trend in corso!

Quando si verificano Doppio Massimo e Doppio Minimo nell’analisi tecnica

Come il nome lascia bene intendere, il doppio massimo è un pattern che presenta due picchi posti approssimativamente allo stesso livello.
Al contrario, il doppio minimo presenta invece due valli poste approssimativamente allo stesso livello.
Possiamo vedere concretamente di cosa stiamo parlando tramite il broker

doppio-massimo-doppio-minimo-trading.png

Come si può notare, si viene a creare una situazione intrigante: la linea che collega i due picchi nel caso di un doppio massimo diventa per noi una resistenza.
Nel caso del doppio minimo invece, la linea che collega le due valli diventa per noi un supporto.
Come vedremo, questo sarà molto importante per determinare i livelli di entrata a mercato e per fissare i nostri target di prezzo.
Ma andiamo per gradi…

Come nasce un doppio massimo o un doppio minimo?

Al di là dell’illustrazione grafica, è interessante capire cosa succede in un mercato quando si genera un doppio massimo o un doppio minimo, perché questo ci fa capire la logica di questo pattern di inversione.
Per semplicità esamineremo solo il caso del doppio massimo, ma è chiaro che per il doppio minimo valgono le medesime considerazioni però in senso opposto.

PERCHE’ SI FORMA UN DOPPIO MASSIMO. Durante un trend rialzista consolidato, i compratori sono tanti e spingono i prezzi sempre più su, fino a formare un nuovo massimo (il primo picco).
Poi qualcosa cambia, sia per l’avanzare dei venditori sia per le prese di profitto di chi fino a quel momento aveva comprato. Si assiste così ad un rimbalzo dei prezzi e si forma un punto di minimo relativo.

Tuttavia, il rimbalzo non è tale da generare già una inversione del trend. La battaglia tra compratori e venditori va avanti e genera un nuovo massimo, ma la spinta dei compratori non è in grado di superare il massimo raggiunto in precedenza. In più si assiste a un calo dei volumi di scambio, che fa capire che questo mercato al momento ha perso di interesse per gli investitori. In sostanza, quindi, la forza propulsiva che spingeva il vecchio trend rialzista si è attenuata.
A questo punto per molti investitori l’aspettativa cambia, passando da un obiettivo di profitto a un obiettivo di non-perdita, mentre altri iniziano a ritenere il trend alla fine, e quindi escono dal mercato. Cominciano a crescere le vendite…
Se a questo punto si sviluppa una nuova reazione che spinge i prezzi oltre il minimo relativo precedentemente formatosi, potremmo essere di fronte a una vera e propria inversione.

Tuttavia, dobbiamo approfondire alcuni aspetti…

Elementi per capire se siamo davanti a un doppio massimo

Non bisogna cadere nell’errore di pensare che ogni qualvolta si presentano due picchi posti approssimativamente allo stesso livello, ci sarà una inversione.
Ci sono infatti alcuni elementi caratteristici che vanno osservati con attenzione…

I DUE PICCHI NON DEVONO ESSERE IMMEDIATI. Se i massimi sono abbastanza vicini fra loro, è probabile che si tratti di una semplice pausa di consolidamento del trend in corso. Se invece i due picchi sono distanti, e tra essi i prezzi si sono mossi in modo lento e sinuoso, allora è probabile che si tratti di un doppio massimo.
Va precisato in proposito che di solito i tempi che intercorrono tra due minimi (nel doppio minimo) è superiore rispetto a quello in cui si verificano due massimi (nel doppio massimo).

I VOLUMI DIFFERENTI TRA DUE PICCHI. Il doppio massimo deve essere accompagnato da una riduzione dei volumi di scambio (tra il primo e il secondo picco, e ancora dopo il secondo picco), perché questo evidenzia che il mercato del nostro asset ha perso di interesse per gli investitori.
In corrispondenza del breakout invece i volumi risalgono.
OCCHIO: Nel caso del doppio minimo invece, i volumi sono quasi inesistenti (e questo rende di solito le linee meno spezzate e più rotonde).

Cosa fare quando c’è un DOPPIO MASSIMO: ingresso e target

Adesso entriamo nella parte più pratica della questione: quando un trader identifica un doppio massimo, come si dovrebbe comportare a livello operativo?

Anzitutto l’ingresso a mercato si fa sul breakout, ovvero quando viene infranta la base della figura a “M” che si è venuta a creare.
Per definire il target di prezzo invece occorre calcolare la differenza tra il massimo e il minimo della figura, e proiettarlo dal punto del breakout. Questo punto fissa il nostro target di primo livello (lo stop loss possiamo posizionarlo al di sopra del minimo di swing).
Qui li vediamo rappresentati su un grafico di .

doppio-massimo-target-1.png

E’ chiaro però che non ha senso uscire dalla posizione in questo punto, perché potrebbe essere in atto la formazione di un nuovo trend, che potrebbe anche durare molto. Non è infrequente infatti che i prezzi superino abbondantemente il primo target iniziando un nuovo trend anche molto esteso. E cavalcare un nuovo trend sin dal principio può valere una fortuna.
Allora a questo punto conviene rimodulare gli “stop” e far correre i profitti, prestando attenzione alla qualità del movimento, e ad eventuali indizi di indebolimento del trend. Questi segnali saranno l’occasione per stringere ulteriormente lo stop della posizione.

Cosa fare quando c’è un DOPPIO MINIMO: ingresso e target

Le considerazioni fatte per il doppio massimo, possiamo ripeterle in modo esatto e contrario per il doppio minimo.
Anche in questo caso il segnale operativo è dato dal breakout di prezzo, ovvero quando viene infranta l’altezza della figura a “W” che si è venuta a creare.
Per definire il target di prezzo invece occorre calcolare la differenza tra il minimo e il massimo della figura, e proiettarlo dal punto del breakout. Questo punto fissa il nostro target di primo livello (lo stop loss possiamo posizionarlo al di sotto del massimo di swing).
Anche in questo caso ci avvaliamo di un esempio con la piattaforma .

doppio-minimo-target-1.jpg

Possiamo inoltre ripetere le considerazioni fatte poco fa per il doppio massimo, circa l’opportunità di NON uscire dalla posizione al raggiungimento del target, bensì di aspettare e capire se si può cavalcare un nuovo trend nascente. Converrà allora rimodulare gli “stop” e far correre i profitti.

Conclusioni

Doppio massimo e doppio minimo in analisi tecnica sono concetti fondamentali. Sono facili da comprendere rispetto ad altre figure tecniche, ma anche per questo motivo possono spesso indurre in errore il trader.

Infatti molti commettono lo sbaglio di anticipare i tempi, “battezzando” come doppio massimo le situazioni in cui i prezzi, dopo essersi fermati a un massimo precedente, ci ritornano in seguito. NON BISOGNA FARLO.
Bisogna sempre ricordarsi che la figura di “doppio massimo” (o anche di minimo), si completa soltanto nel momento in cui si realizza il breakout (peraltro difficoltoso da individuare nel caso di condizioni di mercato fortemente volatile). Occorrono quindi occhio e pazienza.

Adesso proseguiamo con la nostra analisi dei pattern più noti.
Ecco quelli che dovresti studiare con attenzione:


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