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RELATIVE VIGOR INDEX, cos’è e come sfruttare questo oscillatore nel trading

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Come funziona il Relative Vigor Index (RVI o RVGI)? Ecco una guida e la strategia per utilizzarlo nel trading

Il “Relative Vigor Index” (abbreviato RVI o RVGI per non confonderlo con il Relative Volatility Index) è un oscillatore molto affine al più noto Stocastico, con la differenza fondamentale però che il prezzo di chiusura viene confrontato con quello di apertura e non con il minimo del periodo.
La funzione di questo oscillatore è misurare la forza del movimento dei prezzi (“vigor”) e la probabilità che esso continui.

Come si calcola e come si rappresenta il RVI

La formula per il calcolo del Relative Vigor Index è questa:
RVI = (chiusura – apertura) / (massimo – minimo)
Il “vigore” del movimento è quindi dato dal movimento avuto durante la giornata, diviso il range giornaliero.
Esso può assumere valori positivi e negativi. Valori molto elevati vengono interpretati come una condizione di ipercomprato, mentre valori molto bassi evidenziano una condizione di ipervenduto.

Sulla piattaforma l’indicatore assume la forma di una doppia linea oscillante, come vediamo qui sulla piattaforma .

rvi-1.jpg

La prima è solitamente verde ed è la media mobile semplice del RVI a 10 o 14 periodi (L’utilizzo della linea della media serve a eliminare le fluttuazioni eccessive).
La seconda linea è rossa (detta “linea del segnale“) ed è la sua media mobile ponderata per gli ultimi 4 valori.
L’andamento e gli incroci di queste due linee ci danno segnali di trading.

Come utilizzare l’oscillatore RVI

Ci sono 4 modi diversi per rendere efficace questo oscillatore.
Vediamo i primi due aiutandoci con una immagine…
1) Quando la linea RVI incrocia dal basso verso l’alto la linea del segnale, abbiamo un segnale di possibile inversione al rialzo di un trend ribassista.
2) Quando la linea RVI incrocia dall’alto verso il basso la linea del segnale, abbiamo un segnale di possibile inversione al ribasso di un trend rialzista.

rvi-2.jpg

Esaminiamo l’esempio tratto dalla piattaforma e facciamo un paio di considerazioni.

Nei punti contrassegnati dai numeri 1,2,3 si verifica l’intersezione che teoricamente dovrebbe segnalarci una possibile inversione del trend.
L’inversione vera e propria non c’è stata, però dobbiamo rendere giustizia al RVI e precisare che:
Nei punti 1 e 2 in realtà non possiamo parlare ancora di trend rialzista consolidato, anzi nel punto 1 il trend neppure si comincia a vedere.
Nel punto 3 è vero che non si verifica inversione del trend, però è altrettanto vero che da quel momento il mercato entra in una fase temporaneamente laterale, per cui l’RVI ci ha correttamente segnalato che la spinta si è quasi esaurita (tant’è che dopo il punto 3, il prezzo rimbalza altre due volte su una resistenza posta a quel livello, prima di riprendere la marcia al rialzo).

…le divergenze

Gli altri due modi in cui si può utilizzare il Relative Vigor Index è tramite lo sfruttamento delle divergenze rispetto ai prezzi.
Una Bullish Divergence si ha quando i prezzi sono decrescenti, cioè formano nuovi minimi, invece graficamente l’indicatore forma nuovi massimi.
Una Bearish Divergence quando i prezzi sono crescenti, cioè formano nuovi massimi, invece nell’indicatore si formano nuovi minimi, cioè punti più bassi dei precedenti.

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