La riunione della Bank of Canada (che ha congelato i tassi ma si mostra più hawkish sul futuro) ha dato una piccola spinta al dollaro canadese, dopo la brusca correzione avvenuta nelle ultime settimane rispetto al biglietto verde americano.
La decisione della Bank of Canada
Mercoledì i responsabili di politica moentaria dell’istituto canadese hanno deciso di lasciare invariato al 2,25% il tasso di interesse, come previsto dai mercati. Tuttavia la Bank of Canada ha segnalato rischi più forti al rialzo per l’inflazione, perché la guerra in Medio Oriente mantiene alti i prezzi dell’energia. Inoltre c’è il problema della reintroduzione di tariffe aggressive sulle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti. Tuttavia.
Al momento una protezione contro i rischi commerciali la fornisce il PIL canadese, che è cresciuto al ritmo più forte degli ultimi due anni in un contesto di ripresa della produzione automobilistica (i dati macro si possono vedere sulla piattaforma ). Ma le cose non dovrebbero andare così bene anche in futuro.
Anche se l’inflazione di fondo ha finora mantenuto il suo livello target, la BoC ha evidenziato che le prospettive sono molto incerte e impediscono di fornire segnali chiari sulla politica monetaria quest’anno. Adatterà quindi la sua politica monetaria secondo necessità.
L’andamento dell’USDCAD
Sul mercato valutario intanto il cambio è sceso verso 1,38. La media mobile a 200 periodi ha svolto il suo ruolo di resistenza, fermando la correzione rialzista avvenuta nelle settimane precedenti. Adesso il dollaro canadese si è rimesso in marcia verso il massimo di tre mesi (1,376) raggiunto il 21 agosto anche se lo scenario tecnico resta aperto a diverse possibilità.
Va sottolineato che un rialzo dei tassi da parte della Fed (cosa che appare sempre più probabile) insieme al mantenimento dei tassi da parte della BoC amplierebbe il differenziale di tasso USA-Canada, rendendo gli asset statunitensi più attraenti ed esercitando ulteriore pressione sul dollaro canadese.

















