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Canada-USA, la battaglia commerciale fa uscire l’USDCAD dall’ipervenduto

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Dopo giorni di trattative, i negoziati commerciali sono naufragati. A rischio i rialzi dei tassi della Bank of Canada

L’aria in Canada è diventata molto pesante, dopo il fallimento dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Ne fa le spese anche il dollaro canadese, che perde quota rispetto all’omologo americano.

La nuova escalation commerciale tra USA e Canada

Dopo giorni di trattative, i negoziati tra USA e Canada sono naufragati. Eppure settimana scorsa il clima si era fatto più disteso ed era arrivata una svolta che sembrava portare l’ottimisimo. Trump aveva sospeso i dazi del 50% che sarebbero dovuti entrare in vigore, sostenendo che Washington e Ottawa dovessero solo finalizzare i documenti d’intesa.
E invece le cose sono precipitate in breve tempo. Gli USA accusano Ottawa di essersi tirata indietro dagli accordi già presi e aver avanzato nuove richieste, mentre Carney risponde che in realtà è Washington che avrebbe voluto imporre delle modifiche all’ultimo minuto. 

La battaglia a colpi di tariffe

Così nasce una nuova battaglia commerciale: da una parte gli USA colpiscono, dall’altra il Canada annuncia una risposta con dazi equivalenti sui prodotti americani (“a malincuore”, sottolinea Carney).
Washington ha imposto dazi del 50% su mobili, plastica, compensato e apparecchiature elettriche, che si aggiungono ai dazi del 25% già in vigore su acciaio, legname e automobili. Inoltre Trump ha annunciato che dall’1 gennaio 2027 ci saranno dazi al 50% su tutte le auto, camion (grandi e piccoli) e ricambi automobilistici, nonché sull’acciaio prodotto in Canada.
In un post su Truth, il presidente Usa afferma che, “il Canada non sarà più trattato come uno Stato dell’Unione“.

Le conseguenze sulla Bank of Canada e sul dollaro


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In questo clima il dollaro canadese è sceso dal massimo di tre mesi raggiunto il 21 agosto. Il mercato teme infatti che la crescita dell’economia possa subire un forte contraccolpo da questa battaglia commerciale, riducendo così le possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Canada quest’anno, nonostante gli elevati prezzi dell’energia abbiano minacciato un’accelerazione dei rischi inflazionistici.
Il cambio subisce quindi una frenata, dopo aver guadagnato terreno per tre settimane consecutive sul dollaro americano.
Questa correzione spinge il cambio USDCAD fuori dalla zona di ipervenduto, anche se ci resta comunque vicino. Tuttavia il cambio rimane ben al di sotto delle due medie principali (50 e 200) a conferma che il trend ribassista per ora resta intatto.

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