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Senza sostegno lo Yen torna a scendere: USDJPY al test della Ema200

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La valuta giapponese è gravata soprattutto dagli ampi differenziali dei tassi di interesse tra BoJ e FED

Dopo il fortissimo recupero di un paio di settimane fa (grazie all’intervento congiunto di Tokyo e Washington ), lo yen sta tornando a cedere terreno rispetto al dollaro americano, nonostante i verbali BoJ leggermente più aggressivi del previsto.
Il cambio USDJPY è tornato oltre quota 158 e sta per vivere un importante momento tecnico, come spiegheremo tra poco.

La pressione ribassista sullo yen

Cosa sta spingendo al ribasso lo yen? La pressione sulla valuta nipponica è ormai strutturale. Lo yen è gravato dagli ampi differenziali dei tassi di interesse tra BoJ e FED, dalle crescenti preoccupazioni fiscali e dagli elevati costi energetici e di importazione.
Gli ultimi dati hanno mostrato che il surplus delle partite correnti si è ridotto a giugno, poiché le forti esportazioni di elettronica legata all’intelligenza artificiale sono state compensate dai maggiori costi delle importazioni dovuti all’aumento degli acquisti di petrolio greggio.

I verbali della BoJ

Nel frattempo, la Bank o Japan ha evidenziato i crescenti rischi di un’accelerazione dell’inflazione nella sua sintesi dei pareri della riunione di luglio (dove ha deciso di congelare i tassi di interesse), tanto che un membro del consiglio di politica monetaria ha suggerito di accelerare il ritmo dei rialzi dei tassi di interesse. Ma questo approccio più aggressivo evidentemente non è stato sufficiente a sostenere lo yen.

Lo scenario grafico dell’USD/JPY

Sul mercato valutario il cambio è tornato oltre quota 158, dopo la marcia indietro di venerdì scorso dopo i dati deboli sul lavoro negli Stati Uniti.
Il rapporto tra le due valute si trova adesso a testare la media mobile a 200 periodi, che agisce da resistenza. Se l’USDJPY dovesse superare questo scoglio, il mercato riceverebbe un forte messaggio rialzista.
A quel punto il target sarebbe la soglia psicologica di 160, dove transita peraltro la media mobile 50 periodi.

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