Con una decisione che era sta ampiamente prevista dal mercato, la Bank of Japan ha mantenuto invariato il tasso di interesse all’1,0%, livello più alto da settembre 1995.
La decisione è stata approvata con 8 voti favorevoli e 1 contrario, con il membro del consiglio Hajime Takata che ha proposto un aumento all’1,25%.
La Bank of Japan e l’inflazione
L’istituto, che aveva alzato il costo del denaro di 25 punti base appena il mese scorso, ha avvertito che l’inflazione di fondo potrebbe superare l’obiettivo del 2%, alimentati dalle pressioni sui prezzi legate alla domanda e al conflitto in Medio Oriente.
Tuttavia la sua previsione trimestrale sull’inflazione per il 2026 è stata ridotta al 2,5% dal 2,8%, a seguito delle misure governative volte ad alleviare i costi energetici estivi per le famiglie. Ma ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione 2027 (da 2,3% a 2,4%).
Le previsioni sulla crescita
Allo stesso tempo, i responsabili della Bank of Japan hanno leggermente rivisto al rialzo le proiezioni di crescita economica per il 2026, portandole allo 0,6% dallo 0,5%, grazie alla resilienza della domanda interna e al continuo sostegno alle nuove misure. Ha aumentato le prospettive sul PIL anche per il prossimo anno, portandole da 0,7% a 0,8%.
Si prevede che la BoJ effettuerà ulteriori rialzi quest’anno, ma l’aspettativa di rialzi da parte della Federal Reserve statunitense ha limitato qualsiasi riduzione del differenziale dei tassi.
Il cambio dollaro-yen
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Sul mercato valutario lo yen si è ulteriormente rafforzato, dopo gli interventi di Tokyo per sostenere la valuta. Il cambio è rimasto sotto quota 160, dopo il forte rimbalzo dal massimo degli ultimi 40 anni (quota 164) toccato nei giorni scorsi.
Il cambio USDJPY ha tagliato al ribasso la media mobile a 50 periodi ed è andato a testare quella a 200 periodi, che adesso funge da supporto. Il forte ribasso della coppia ha spinto rapidamente l’indicatore RSI in ipervenduto, suggerendo agli investitori di essere molto prudenti in questa fase.

















