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Cina, la PBoC taglia (poco) i tassi ma argina la corsa dell’USDCNH

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La banca centrale ha limato il Loan prime rate (Lpr) a un anno di 10 punti base, portandolo al 3,45%. Ma nessun ritocco è stato fatto ai tassi a 5 anni, che sono il riferimento per i mutui

Chi si aspettava delle mosse decise da parte della PBoC – la Banca popolare della Cina – in risposta agli eventi recenti (l’economia che arranca, i consumi deboli e la crisi del settore immobiliare) è rimasto deluso.
L’istituto centrale ha tagliato i tassi in modo non uniforme e sotto le aspettative di mercato.

La banca centrale ha limato il Loan prime rate (Lpr) a un anno di 10 punti base, portandolo al 3,45%. Ma nessun ritocco è stato fatto ai tassi a 5 anni, che sono il riferimento per i mutui.

Il mercato si aspettava una mossa più decisa per dare sostegno all’economia, ossia una doppia sforbiciata di 15 pb.
Qualche giorno fa, Pechino aveva limato il tasso di Mlf (riferimento dei prestiti a medio termine) a un anno e quello di riacquisto inverso (repo) a 7 giorni, e nei giorni scorsi le autorità cinesi avevano sottolineato la necessità di fornire “sostegno finanziario” all’economia.

Il problema della Banca popolare della Cina è dare sostegno all’economia, senza però andare ulteriormente ad appesantire lo Yuan (), che ha già subito una forte svalutazione nell’ultimo periodo.

Il paracadute della banca centrale ha fermato la corsa del dollaro, visto che il cambio è sceso nuovamente sotto 7,3, anche se rimane sui massimi dall’inverno scorso.

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(Fonte grafica: broker )

L’impulso rialzista successivo al breakout del pattern triangolo è stato molto robusto (del resto ve l’avevamo preannunciato settimane fa). Nonostante la recente pausa, il quadro rimane fortemente rialzista. Tuttavia la comparsa di una long legged doji deve indurre ad una certa prudenza, perché manifesta l’incertezza del mercato riguardo a cosa succederà.

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