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Hedging su Forex CFD e opzioni binarie: una strategia che serve oppure no?

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Analizziamo questa tecnica per proteggere il capitale da investuimenti sbagliati. E sfruttando le correlazioni....

Una delle pratiche che incuriosisce molto i trader è il così detto "hedging". Con questo termine si fa riferimento alle operazioni volte a difendere il proprio capitale, cioè a creare una "protezione" contro i trade in perdita.
Più precisamente, con l'Hedging blocchiamo le perdite che stanno maturando, aprendo una posizione in senso opposto a quella in perdita per lo stesso ammontare.


Questa pratica è molto utilizzata al di fuori del trading: ad esempio aziende o imprese che vendono e acquistano all'estero si vogliono cautelare contro il rischio di un tasso di cambio a sfavore, e in quel caso fanno hedging per coprirsi e proteggersi, almeno in parte, da questo rischio.
A noi però interessa questa pratica nell'ottica del trading online. Può avvenire sia che trattiamo CFD Forex o anche per le opzioni binarie, come vedremo a breve.


Le premesse al concetto di Hedging


Facciamo una premessa: tutti i mercati finanziari, a prescindere che l'asset sottostante siano valute, beni, azioni o altro, sono soggetti a forti escursioni che possono creare dei problemi ai nostri investimenti.
Ad esempio può accadere che durante un trend ben consolidato ci sia un evento o un annuncio improvviso che cambia il sentiment del mercato. Ma può anche accadere che semplicemente ci rendiamo conto di aver commesso un errore di valutazione, e che una posizione aperta sia diventata troppo rischiosa.
A quel punto il nostro piano di investimento può andare in fumo e abbiamo essenzialmente due scelte:
1) Chiudere la posizione in perdita
2) Fare hedging


Chi ama questa pratica sottolinea che la scelta va sempre valutata caso per caso. Non tutte le posizioni vanno mantenute aperte ad ogni costo, così come non tutte vanno sottoposte ad hedging.
Si ritiene che convenga fare hedging se una posizione è solo soggetta a temporanei turbolenze, ma si crede che potrà tornare a dare profitto. Se così non fosse, allora meglio chiudere tutto e via perché è inutile intestardirsi nelle proprie convinzioni.



I vantaggi dell'hedging


L'hedging suscita notevoli dibattiti riguardo la sua reale utilità e quindi sul fatto se porti o meno dei vantaggi concreti. Molti ritengono infatti che i benefici riconosciuti all'hedging (che vedremo tra poco) siano solo "illusori". Un po' come nascondere la cenere sotto il tappeto.


Per capirne di più facciamo un esempio.
Diciamo che investo 100 euro al rialzo sul cross EUR/USD, ma le cose vanno in altro senso e il mercato viaggia al ribasso. A quel punto utilizzo la strategia di hedging aprendo sul cross Eur-Usd una posizione di 100 euro, ma al ribasso. In questo modo "congelo" la mia posizione perché dal quel momento in poi sia che il mercato salga o scenda, per me non cambierà nulla, e l'unico onere che mi toccherà sopportare sarà quello dello spread per via di aver fatto una nuova operazione.


L'operazione quindi è abbastanza semplice, e teoricamente porta due vantaggi:
1) Difendo subito il mio capitale
2) Quando la turbolenza sarà finita, potrò scegliere quale delle due posizioni simmetriche mantenere (e generare profitti) mentre liquiderò l'alta.
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Chi contesta questa logica sostiene che si può ottenere lo stesso effetto semplicemente adottando lo stop loss e aprendo di nuovo la posizione originaria quando tornano le condizioni favorevoli.
In pratica l'hedging sarebbe aritmeticamente inutile.


Se reputi utile questo articolo, premiaci con un semplice gesto. A te non costa nulla, per noi invece vale tanto.

Il tranello psicologico


Molti sostengono che ci sia un altro beneficio connesso all'hedging, ovvero quello psicologico. Infatti questo meccanismo dà la sensazione di non concretizzare le perdite. Se anziché mettere lo "stop loss" pratico l’hedging, ho la sensazione di non consolidare la perdita ma di entrare nuovamente con una operazione in più nel mercato.
ATTENZIONE. Quest'ultimo aspetto a nostro avviso è come il cane che si morde la coda. Nel trading infatti è basilare avere il controllo delle proprie emozioni, il che significa accettare serenamente le perdite come una parte della propria attività. Se l'hedging serve a sentirsi psicologicamente meno a terra "camuffando" un trade perdente, forse è il caso ripensare al fatto se si è pronti per fare trading o magari è meglio seguire un percorso formativo per capire bene come funzionano i mercati, i rischi e le cose da imparare.

Un tipo del tutto diverso di Hedging (con le correlazioni)


C'è un altro modo di porre in essere la strategia di Hedging, che però concettualmente è molto diverso da quelle precedente. Stavolta non è finalizzata a proteggere il proprio capitale, ma ad ottenere un profitto e in secono luogo non è focalizzata su uno stesso asset, ma su almeno due asset differenti.
Parleremo infatti di hedging su correlazioni, ovvero quei particolari legami tra asset anche differenti in virtù dei quali di solito al rialzo di uno si assiste al calo dell'altro ("correlazione inversa"), oppure viaggiano entrambi più o meno sempre allo stesso modo ("correlazione diretta").
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Hedging con correlazione inversa


Un'ipotesi classica è quella con il cross Usd-Jpy da una parte e l'oro dall'altra, visto che il gold metal è inversamente correlato alla valuta statunitense.
Generalmente assistiamo ad un andamento uguale e opposto di questi asset sul grafico, come vediamo qui sotto dove la prima immagine sembra il riflesso verticale della seconda. Quando il primo asset sale, il secondo crolla, quando il primo scende il secondo sale.
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In questo caso la strategia di Hedging prevede che si aspetti una fase di "scorrelazione", ovvero una fase in cui i due asset "abbandonano" il loro andamento correlato e viaggiano per un certo tratto in modo indipendente, scendendo entrambi o salendo entrambi.
Quando si verifica, si entra a mercato nella direzione opposta a quella che stanno percorrendo: per cui se ad esempio entrambi salgono, noi entriamo short. Questo perché per "ripristinare la correlazione", uno dei due dovrebbe scendere molto più di quanto l'altro non salga, e una situazione simile ci darà profitto.


Hedging con correlazione diretta


Nel caso di asset che hanno correlazione diretta (come oro e AUD-USD) si aspetta invece invece che i due asset si muovano in direzioni inverse, rompendo la correlazione e si entra a mercato per trarre profitto dal loro riallineamento.


Facciamo anche qui un esempio.
Ipotizziamo che l'oro stia salendo mentre l'Aud-Usd sia in calo, generando una certa insolita distanza tra i due asset, come vediamo nel grafico qui sotto.
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In questo caso si fanno due operazioni opposte tra loro: punto al ribasso dell'oro e contemporaneamente all'apprezzamento di Aud-Usd, perché sono convinto finiranno per chiudere il "gap di correlazione".
Puntando al riallineamento dei due asset, potrà succedere che:
1) Aud/Usd sale e oro scende (guadagniamo su entrambe le posizioni)
2) Aud/Usd sale di più di oro (guadagniamo di più con il long e perdiamo di meno con lo short)
3) oro scende di più di Aud/Usd (guadagniamo di più con lo short e perdiamo di meno con il long)


Di solito chi segue questo approccio frammentare gli ingressi in vari punti, mediando gli ingressi. Questo perché non si può sapere quando si verificherà il massimo punto di allontanamento dalla media, e quindi potrebbe succedere che i due cross continuino a divergere anche dopo il nostro ingresso.


Se reputi utile questo articolo, premiaci con un semplice gesto. A te non costa nulla, per noi invece vale tanto.

Hedging ed opzioni binarie


Anche se l'ESMA ha vietato le opzioni binarie ai clienti UE, a scopo didattico vediamo comunque se può essere fato Hednign sulle opzioni binarie.
Nulla impedisce di farlo, allo scopo di minimizzare o compensare le perdite inerenti ad un investimento.
Quando cioè un'operazione non sta andando come vorremo, si entra in copertura con un'altra operazione a tendenza inversa, possibilmente dello stesso valore della prima. In questo modo è possibile compensare in parte le perdite attraverso gli utili generati dalla seconda operazione.

Facciamo un esempio: supponiamo che facciamo "Call" sul cross Eur-Usd a 15 minuti.
All'inizio tutto fila liscio ma poi c'è una inversione di tendenza e il cross Eur-Usd comincia perdere terreno. A questo punto vogliamo evitare il rischio di perdita qualora il cross dovesse scendere ancora, e facciamo una strategia di hedging sottoscrivendo un'opzione Put.


Alla fine ci sono tre possibili scenari:
1) Il prezzo scenda ancora ma non abbastanza da farci perdere la prima opzione "Call", per cui alla fine chiudiamo "in the money" entrambi gli investimenti.
2) Il prezzo scende facendoci perdere la prima opzione "Call", ma vinciamo la nostra "Put".
3) Il valore risale per cui chiudiamo in profitto l’opzione binaria "Call", mentre perdiamo la "Put".
Nel primo caso otterremo un bel gain, negli altri due una perdita moderata.


Come si può facilmente intuire, per adottare una strategia di hedging sulle opzioni binarie è molto importante curare con attenzione le scadenze delle opzioni prescelte.


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Broker che consentono l'hedging e conclusioni


A conclusione del discorso, dobbiamo sottolineare che l'hedging è una pratica che non tutti i broker consentono (viene esplicitamente ammesso su tutti i tipi di conto dal broker Xm.com, uno dei migliori operatori del panorama). Quando non è possibile, l'unico modo per farlo comunque è usare due piattaforme diverse.
I broker che invece non lo consentono, vi chiuderanno entrambe le operazioni.





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