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STOP LOSS, che cos’è e come funziona. Ecco come sfruttarlo nel TRADING

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Come si posiziona lo Stop Loss trading? Ecco una guida e dei consigli per quello operativo, garantito e trailing stop

Tra gli strumenti che troviamo sulle piattaforme di trading, dobbiamo assolutamente sapere cos’è lo STOP LOSS OPERATIVO (più comunemente detto “stop loss” e basta).
E’ uno strumento fondamentale, perché ci protegge dai danni che può provocare una previsione sbagliata.

Purtroppo tantissimi trader non gli dedicano abbastanza attenzione, anche perché lo ritengono un argomento “antipatico” da affrontare: “parlare di perdite? noooo, porta sfiga“.

Invece è davvero essenziale conoscere bene cos’è lo STOP LOSS, e seguendo nella lettura te ne renderai conto.

Perché è fondamentale sapere cos’è lo STOP LOSS

Quando si fa trading ci sono due esigenze ugualmente importanti.
La prima è ottenere il massimo guadagno possibile dai trade vincenti.
La seconda è ridurre al minimo le perdite delle operazioni che vanno male.

Riflettici: il profitto altro non è che la differenza tra le operazioni chiuse in guadagno e quelle chiuse in perdita. Per cui dobbiamo dare la stessa attenzione tanto alle operazioni vincenti, quanto a quelle sbagliate (limitandone i danni).

stop-loss_importanza

Lo STOP LOSS serve proprio a proteggerci da quelle operazioni che non vanno come avremmo sperato. In parole povere: serve a proteggere il nostro capitale.

Devi sapere che i trader migliori arrivano a perdere anche il 30-40% delle loro operazioni, eppure il loro bilancio è sempre in attivo.
Come mai?
Ciò che li rende così efficaci è che sanno fare correre i profitti, ma soprattutto sanno come bloccare le perdite.
Sanno come funziona lo stop loss e lo sanno utilizzare.

Cos’è lo Stop loss? Significato

Partiamo quindi dalla base, dalla definizione.
Che cos’è lo STOP LOSS TRADING?
Lo stop loss è un ordine che diamo al nostro broker di chiudere la posizione AUTOMATICAMENTE ad un determinato livello di prezzo, nell’eventualità che il trade vada nella direzione opposta a quella prevista.

In pratica vogliamo “bloccare” la perdita ad un certo limite, prima che la situazione peggiori. Un paracadute, un’ancora di salvezza.

Andiamo a vedere meglio come funziona, sfruttando una immagine tratta dalla piattaforma di investimento .

stop_loss_1
Immaginiamo che sono convinto che il cambio Euro-Dollaro salirà, per cui faccio una operazione di ACQUISTO.
Tuttavia voglio cautelarmi nell’ipotesi in cui il pezzo invece comincerà a scendere, per cui fisso anche un prezzo più basso al quale il broker dovrà chiudere AUTOMATICAMENTE la posizione (PS Tra poco ti mostreremo come si imposta uno stop loss sulla piattaforma di trading)
.

Andiamo avanti con il nostro esempio (nella figura in basso), e vediamo che il prezzo dopo un po’ comincia effettivamente a scendere.

stop_loss_2
Quando il prezzo centra lo “stop loss” la nostra posizione viene immediatamente liquidata dal broker , evitando così che la perdita s’intensifichi troppo velocemente.

Come si può vedere, lo STOP LOSS funziona come una specie di paracadute per i trader.
Uno STOP LOSS può essere inserito sia NEL MOMENTO STESSO in cui apriamo un ordine (andrebbe fatto sempre!), sia su una posizione già aperta (se ce ne siamo dimenticati prima).
Inoltre una volta inserito lo “Stop Loss”, è possibile modificarlo o cancellarlo.

Adesso ti mostriamo come si imposta lo STOP LOSS sulla Meta Trader utilizzabile con il famoso broker .

stop-loss-operativo-2.jpg

Come usare lo Stop Loss nel trading

Non smetteremo mai di ribadire che oltre a conoscere bene cos’è lo STOP LOSS, è FONDAMENTALE INSERIRLO SEMPRE. Altrimenti sarebbe come partire per un viaggio in auto… senza avere i freni. C’è il rischio concreto di andarsi a schiantare.

Ci sono poi alcuni principi che ogni investitore online dovrebbe seguire riguardo all’utilizzo degli stop loss, quando decide di entrare a mercato. Vediamoli…

1) LO STOP VA FISSATO AL MOMENTO DI APRIRE UN TRADE. La cosa migliore da fare è determinare il livello di uscita in perdita nello stesso momento in cui si apre la posizione, perché psicologicamente in quel momento si ha ancora la freddezza necessaria per prendere decisioni senza essere influenzati dai prezzi che oscillano.

Dal punto di vista psicologico infatti uno “stop” viene vissuto come una sconfitta, per cui se non si è abbastanza freddi c’è il pericolo di essere colti dalla tentazione di non uscire dal mercato, perché si spera che l’oscillazione sfavorevole sia solo temporanea. E questo può provocare dei disastri.

2) LO STOP LOSS DEVE ESSERE MINORE DEL TARGET PROFIT. La possibile perdita derivante da uno stop loss, deve sempre essere minore rispetto all’obiettivo di profitto che si propone il trader.
In altri termini se da una operazione speriamo di ottenere un profitto di 100 pips, non possiamo fissare come perdita accettabile 150 pips.

Solitamente viene consigliato di avere un “risk reward” (ovvero rapporto rischio/rendimento) almeno pari a 1:2. Ossia se punto a 100 pips, ne devo rischiare massimo 50.
A noi questo approccio così “meccanico” non ci piace granché (anche se è molto diffuso). Comunque torneremo tra un po’ su questo argomento…

3) RISPETTARE SEMPRE LO STOP, MAI CORREGGERLO QUANDO SI E’ GIA’ IN PERDITA. La parte più difficile per un trader è ammettere la sconfitta. Se chiudere in perdita una operazione fa male, ostinarsi può essere molto molto peggio…
Se l’investimento non va come previsto e colpisce il nostro Stop Loss, bisogna accettarlo serenamente senza abbattersi. L’errore più grande che si possa commettere è spostare lo Stop Loss in modo che non venga colpito dal prezzo se le cose vanno male. Mai farlo!

A tal proposito, riguardiamo un attimo l’esempio che abbiamo fatto poco fa sul broker

stop_loss_2

…se una volta che il prezzo ha cominciato a scendere, avessi deciso di “correggere” lo Stop loss e spostarlo più in basso perché non mi andava giù l’idea di perdere… avrei subito una perdita molto maggiore!


Dove posizionare gli Stop loss?

Avevamo lasciato in sospeso la questione su dove posizionare lo stop loss.
Le teorie al riguardo sono davvero tante, e in buona sostanza dal punto di vista tecnico non c’è un criterio assoluto e sempre valido.
Questo però non significa affatto che va messo in modo arbitrario e discrezionale. No, niente affatto!

Il posizionamento dello Stop Loss deve infatti seguire una logica: il punto di stop loss dovrebbe essere il punto in cui la nostra idea di trading originaria (quella che ci ha spinto ad aprire la posizione) risulta non più vera.

Se io sono convinto che il prezzo sale/scende, prima di piazzare l’ordine mi devo chiedere: “a quale livello di prezzo questa mia convinzione sarà definitivamente smentita?“.
Ecco perché ogni caso va valutato bene e richiede di posizionare lo stop loss a livello che non potrà mai essere uguale a quello di un’altra situazione di mercato.

Un esempio concreto…

Vediamo un esempio in cui ragioniamo per posizionare lo stop loss, sfruttando ancora la piattaforma di investimento .

stop-loss-operativo-3.jpg
Dopo una fase di congestione, durante la quale i prezzi non prendono una direzione precisa, si verifica una candela di breakout. A questo punto lo Stop Loss lo poniamo poco sopra la stessa candela che ha fatto il breakout.
Per quale motivo logico?
Se il prezzo torna indietro e arriva fino al punto in cui ho piazzato lo STOP LOSS, posso ragionevolmente concludere che quello che ritenevo fosse un breakout… si è dimostrato invece essere un falso breakout (“fakeout”).
La mia convinzione iniziale che mi ha spinto a entrare a mercato risulta quindi smentita, ed è meglio uscire dal mercato.

Stop loss… mancato

ATTENZIONE. La funzionalità dello stop loss non è garantita in tutto e per tutto, e non ci protegge in assoluto da brutte sorprese.
Infatti l’impegno che si prende il broker è di chiudere la nostra posizione al livello dello stop, ma SOLO SE QUEL PREZZO E’ DISPONIBILE sul mercato.
In caso contrario la chiusura verrà fatta al primo prezzo disponibile successivo.

Questo significa che se io pongo uno “stop loss” a quota 1.150 ma il prezzo fa un salto violento e giunge a 1.100, il broker chiuderà la mia posizione a 1.100… in pratica avrò una perdita superiore a quella che ero disposto ad accettare inizialmente (tale fenomeno si chiama slippage).

…lo slippage tremendo su Eur-Chf nel 2015

Un caso da manuale riguardante lo slippage si verificò nel gennaio 2015 sul cross Euro-Franco Svizzero.
Il Presidente della banca centrale Svizzera decise a sorpresa di togliere il limite imposto da oltre tre anni al tasso di cambio del franco svizzero nei confronti dell’euro, e contemporaneamente di tagliare il tasso sui depositi da -0,25% a -0,75%.
Nel giro di pochissimo i mercati ebbero un contraccolpo violento. Il cambio Euro/Franco perse finanche il 30%, in un soffio di vento. Moltissimi trader videro scattare lo Stop Loss ma NON AL PREZZO IMPOSTATO DA LORO, bensì al primo prezzo utile di vendita, che però era a distanza enorme dal loro Stop loss.
Ciò causò perdite clamorose.
slippage-eur-chf-15-gennaio-2015.jpg

Quello appena visto si tratta di un esempio abbastanza estremo, e per fortuna solo raramente capita qualcosa di analogo.
Tuttavia, piccoli scivoloni improvvisi del prezzo si verificano più di frequente, e in quei casi lo Stop Loss si dimostra essenziale.


Lo Stop Loss garantito

Proprio per evitare di incorrere nello “slippage”, molti broker (come ad esempio ) consentono di inserire uno ““.
In pratica questo ordine assicura che la chiusura della posizione sarà eseguita all’esatto livello impostato dal trader, anche nel caso di repentina variazione dei prezzi.

Per ottenere questa protezione aggiuntiva, di solito si paga uno spread più ampio oppure c’è una commissione da pagare.
Ci sono però due limiti da tener presente: NON è sempre disponibile su tutti gli strumenti (tipo sulle valute esotiche) e spesso NON viene riconosciuta per operazioni lasciate aperte nel weekend.


Il Trailing Stop Loss

Oltre a proteggere dalle perdite, lo Stop Loss può essere utilizzato per “savlaguardare” i profitti.
In sostanza se il mio trade va come sperato e guadagno diciamo 100 pips, io posso “correggere” lo Stop Loss avvicinandolo un poco verso il livello del prezzo attuale.
In questo modo se il prezzo dovesse poi invertire la rotta, “brucerei” solo una parte del guadagno mentre l’altra me lo metterei comunque in tasca.

stop-loss-operativo-4.jpg

Su quasi tutte le piattaforme esiste inoltre una funzione che automatizza questo processo: si chiama Trailing Stop Loss.
In pratica diamo l’ordine alla piattaforma di adeguare automaticamente lo Stop Loss a poco a poco che la posizione in profitto avanza, mentre non deve toccarlo se il profitto retrocede.
Siamo noi a dire che “distanza” deve esserci tra prezzo e stop per far scattare il movimento automatico.

Conclusioni

Lo scopo di ogni trader è ottenere un profitto che sia più ampio possibile in relazione al proprio stile di trading. Per riuscire a farlo, non basta solo sapere quando entrare a mercato, ma pure quando uscire anche eventualmente se sta maturando una perdita.
Utilizzando con cura lo Stop Loss (e il Trailing Stop Loss) è possibile ottenere un maggiore controllo dei fondi e delle operazioni, riducendo al minimo i rischi per massimizzare il potenziale di profitto.
Buon trading!

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