I dati macro che giungono dalla Cina confermano la fragilità della ripresa economica e così lo yuan perde ancora terreno rispetto al dollaro. Il cambio USDCNY si avvicina infatti a 6,7.
Di positivo c’è che la produzione industriale ha accelerato al 5,2% dal 4,5% di luglio, e inoltre l’indice dei prezzi delle case è sceso del 3% su base annua ad agosto. Ma nel frattempo gli investimenti in attività fisse sono diminuiti del 7,2% (il calo più marcato da gennaio-aprile 2020), e la crescita delle vendite al dettaglio ha frenato al minimo di tre mesi, mentre il tasso di disoccupazione è salito al massimo degli ultimi cinque mesi al 5,3% dal 5,2% di luglio.
Pechino ha aumentato il sostegno fiscale ma resta la pressione sui policy maker affinché dispieghino ulteriori stimoli, dal momento che la crescita economica rischia di scendere al di sotto dell’obiettivo annuale ufficiale del 4,5%-5,0% per il secondo trimestre consecutivo.
Proprio l’aspettativa di un ulteriore sostegno politico ha spinto il rendimento dei titoli di stato cinesi a 10 anni intorno all’1,68%, avvicinandosi al livello più basso da luglio 2025.
Sul mercato valutario lo yuan intanto resta attorno 6,71 per dollaro (), ma resta in prossimità del valore maggiore rispetto al dollaro degli ultimi tre anni. Il cambio è lungo un trend ribassista da oltre un anno.

















