Se da un lato continua l’incertezza legata alla situazione in Medio Oriente, dall’altro i dati sull’economia del Regno Unito mostrano una certa resilienza. Così, complice anche il clima vacanziero che riduce l’attività sui mercati, la sterlina resta praticamente ferma.
Il report sull’economia del Regno Unito
Secondo le stime preliminari, l’economia del Regno Unito è cresciuta dello 0,4% nel secondo trimestre del 2026, in calo rispetto allo 0,6% del primo trimestre. La frenata era comunque attesa del mercato. A livello tendenziale invece il PIL del Regno Unito è cresciuto dell’1,2%, accelerando rispetto allo 0,9% del primo trimestre e superando l’aumento previsto dell’1,1%.
Per quanto riguarda l’andamento mensile, a giugno l’attività è stata più forte del previsto, con il PIL mensile in aumento dello 0,3%.
Tuttavia, la crescita dei consumi delle famiglie è rallentata allo 0,2%, evidenziando la continua pressione sui consumatori.
La Bank of England e i rischi esterni
Questo report sull’economia giustifica la cautela della Banca d’Inghilterra, che ha lasciato i tassi invariati a luglio, con il governatore Andrew Bailey che ha affermato che il processo di disinflazione rimane sulla buona strada, nonostante i rischi esterni in corso.
Tra i rischi esterni c’è anzitutto l’andamento del conflitto USA-Iran. I negoziati per riaprire lo Stretto di Hormuz sono in fase di stallo, con interruzioni delle spedizioni e attacchi che continuano a pesare sul sentiment.
L’andamento del cambio sterlina-dollaro
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Sul mercato valutario la sterlina britannica resta in zona 1,35 rispetto al dollaro (). Dopo il recente taglio delle due medie mobili a 50 e 200 periodi, che adesso agiscono da supporto tecnico, il cross si è mantenuto su un trend rialzista a breve termine.
Tuttavia la resistenza a quota 1,356 (massimo del mese scorso), si sta dimostrando un ostacolo solido. Se il cambio GBPUSD riuscisse a superarlo, potrebbe rapidamente affrontare la soglia psicologica di 1,360.

















