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Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
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L’euro risale ancora ma adesso l’EURUSD deve testare la Ema200

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L’ottimismo sulla possibile pace in Medio Oriente spinge la propensione al rischio e indebolisce il dollaro

La ripresa dell’euro continua, alimentata dalle speranze di pace in Medio Oriente che spinge la propensione al rischio. La valuta unica arriva così sui massimi di un mese e mezzo rispetto al dollaro.
Il presidente Trump ha affermato che i USA e Iran sono impegnati in “ottimi colloqui”, alimentando le speranze di una ripresa delle forniture energetiche in Medio Oriente dopo 5 mesi di transiti a singhiozzo. Anche il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato che un accordo potrebbe essere raggiunto a breve.

Il calo del petrolio

I prezzi più bassi dell’energia (la quotazione del petrolio è calato di circa il 10% questa settimana e l’OPEC ha deciso di approvare un aumento della produzione da settembre) hanno attenuato le preoccupazioni sull’inflazione e sul rallentamento della crescita economica, togliendo un po’ di pressione alla Banca Centrale Europea che così potrà adottare un approccio graduale all’inasprimento della politica monetaria.
I mercati scontano solo un ulteriore aumento dei tassi entro fine anno, con una probabilità di circa il 40% di un secondo aumento. La BCE ha aumentato i tassi a giugno, ma ha lasciato la politica invariata nell’ultima riunione.

La FED più cauta sulle strette

Dall’altra parte dell’oceano la FED, in occasione dell’ultima riunione in cui ha lasciato i tassi invariati, ha mostrato un approccio molto cauto riguardo a futuri aumenti dei tassi. I mercati danno una probabilità del 57% di aumento dei tassi a settembre, rispetto al 67% del giorno precedente. Gli investitori attendono ora una serie di dati sul mercato del lavoro statunitense per ulteriori indicazioni sulle prospettive di politica monetaria della Fed.

Lo scenario dell’euro-dollaro


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Questo scenario ha incrementato la domanda di moneta unica, così il cambio si è rafforzato verso quota 1,155 dollari, il livello più alto da metà giugno.
Tuttavia questo livello di prezzo incontra la media mobile a 200 periodi, zona di resistenza dinamica molto forte. Inoltre l’indicatore RSI si sta avvicinando alla zona di ipercomprato, suggerendo una possibile frenata, se non addirittura una correzione, che potrebbe avere come target la media mobile a 50 periodi.

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