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Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
FED Federal Reserve

Meeting FED, tassi fermi ma 3 voti contrari. Il dollaro perde quota

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I mercati attribuiscono una probabilità di circa il 54% a un aumento dei tassi, contro quasi l’80% prima della riunione

Nessuna sorpresa dalla riunione di politica monetaria della Federal Reserve, che ha deciso di mantenere invariato il suo tasso d’interesse di riferimento per la quinta riunione consecutiva. Il tasso sui federal funds resta quindi invariato nella forbice 3,50%-3,75%, come si aspettavano i mercati (anche se c’era chi metteva in conto un possibile rialzo già in questa riunione).

Il board diviso sull’aumento dei tassi

La notizia rilevante tuttavia è che questa decisione non è stata unanime. Infatti 3 funzionari su 12 hanno votato per un aumento di 25 pb, esprimendo preoccupazione per l’inflazione che rimane ancora elevata e da oltre cinque anni resta oltre il target del 2% fissato dalla Fed.
In conferenza stampa, il presidente Kevin Warsh ha parlato “di grande interazione tra i miei colleghi: è stata una vera e propria lite in famiglia“. Questo lascia aperta la possibilità di un rialzo a settembre.

Le dichiarazioni post-riunione

La FED ha evidenziato che l’economia Usa si sta espandendo a un ritmo sostenuto, malgrado l’elevata incertezza dovuta al conflitto in Medio Oriente. L’aumento dell’occupazione ha tenuto il passo con la forza lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché invariato. Inoltre ha rimarcato che l’inflazione rimane elevata e che si impegna “a garantire la stabilità dei prezzi”.
La banca centrale USA non si è sbilanciata ne’ sulle mosse future, ne’ sulle condizioni che renderebbero necessario un intervento. Ciò lascia i mercati con un’incertezza che rende nervosi.

Il dollaro retrocede


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Questo scenario ha penalizzato il dollaro, nonostante un nuovo aumento dei prezzi del petrolio a causa dei nuovi scontri USA-Iran. Sul mercato valutario, il è sceso a 101,2, rimbalzando dal massimo degli ultimi 15 mesi toccato a quota 101,6 nella sessione precedente. Questo succede perché i mercati attribuiscono una probabilità di circa il 54% a un aumento dei tassi, contro quasi l’80% prima della riunione FED. Il mercato ritiene inoltre che ci saranno due ulteriori aumenti dei tassi di un quarto di punto entro la metà del prossimo anno.

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