Nonostante il dollaro stia continuando una lenta discesa, il franco svizzero non riesce a mantenere lo slancio positivo degli ultimi giorni, mentre le preoccupazioni interne sull’inflazione si sono attenuate.
Il report sull’inflazione in Svizzera
Questa mattina l’ufficio di statistica nazionale ha riportato che a luglio l’inflazione è scesa allo 0,4% (a maggio fu 0,5%), toccando il livello più basso degli ultimi quattro mesi. Il dato contraddice le aspettative della Banca Nazionale Svizzera (BNS) che stimava una modesta ripresa dell’inflazione nel breve termine.
L’inflazione core annuale, è rimasta stabile allo 0,3%. Su base mensile i prezzi al consumo sono scesi dello 0,1%, segnando la prima contrazione in sei mesi. Tutto ciò evidenzia la limitata trasmissione dell’aumento dei prezzi dell’energia legati alle tensioni geopolitiche.
Altri dati macro
Inoltre a causa della debolezza del franco, il PMI manifatturiero svizzero SVME è sceso a 53.2 a luglio da 54.3 a giugno, mancando le aspettative del mercato di 55. Il dato segna il livello più debole da febbraio, e soprattutto lo slancio della crescita si è attenuato in tutti i componenti chiave.
Il mercato ritiene che la BNS lascerà invariati i costi di finanziamento fino alla fine dell’anno, mentre i mercati valutari continuano a prezzare un aumento già a partire da marzo 2027.
Il cambio dollaro-franco cresce
Sul fronte valutario, il cambio tra dollaro e franco è tornato a crescere dopo la marcia indietro della settimana scorsa, quando l’ toccò il massimo di 1 anno verso 0,82. L’inflazione più debole del previsto infatti riduce le possibilità che la BNS alzi i tassi nei prossimi mesi, mentre la FED (nonostante la cautela mostrata nell’ultimo meeting) potrebbe ancora farlo. Questo dà ancora maggiore appeal alla valuta statunitense.
Dal punto di vista tecnico, la media mobile a 50 periodi ha agito da supporto, innescando questo rimbalzo. Rimane così intatto il trend rialzista che è in corso da inizio maggio.

















