La riunione di politica monetaria della Bank of Canada si è conclusa secondo le aspettative degli esperti, ossia con una conferma del tasso di interesse al 2,25%. Si tratta della sesta decisione consecutiva in cui l’istituto canadese conferma il costo del denaro.
Nel suo comunicato, la banca centrale ha affermato che il tasso attuale rimane appropriato per sostenere la ripresa economica e riportare l’inflazione al suo obiettivo del 2%.
Il punto di vista della Banca centrale
Il Consiglio della BoC ha sottolineato che l’economia canadese mostra segni di miglioramento, nonostante sia stata colpita dall’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia dovuto al conflitto in Medio Oriente. Tuttavia ritiene improbabile che la crescita resti a buon ritmo anche nei prossimi mesi. Le nuove proiezioni indicano che la crescita del PIL del Canada rallenterà al 2,75% quest’anno, per poi risalire al 3,25% il prossimo anno.
La previsione sull’inflazione
Per quanto riguarda l’inflazione, la BoC ritiene che ci sarà una frenata man mano che la pressione dello shock energetico si attenuerà, anche se l’incertezza geopolitica (che include la politica commerciale degli Stati Uniti e la guerra in Medio Oriente) mantiene una prospettiva imprevedibile.
Le previsioni sono che l’inflazione rimarrà sopra la soglia del 3% a giugno e si allenterà nei prossimi mesi, prima di convergere al 2% entro il prossimo anno. Se le cose dovessero andare diversamente, i responsabili politici sono comunque disposti ad adeguare i tassi di interesse.
L’andamento del dollaro CAD
La riunione della Bank of Canada non ha modificato granché la traiettoria del dollaro canadese. Il cambio resta attorno 1,40, ma ormai è giunto a pizzicare la media mobile a 50 periodi, che agisce da supporto. Era dalla fine di maggio che il cambio si muoveva saldamente oltre questo livello.
Se dovesse fare breakout, sarebbe un messaggio ribassista molto forte e potrebbe concretizzarsi una vera e propria inversione del trend rialzista che era cominciato più d due mesi fa.

















