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Dollaro “kiwi” in crescita sulla pace USA-Iran. Ma ora l’NZDUSD deve testare le medie mobili

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La speranza che il conflitto sia davvero finito ha alimentato l’appetito al rischio dei mercati

L’accordo di pace tra USA e Iran non sembra aver scosso più di tanto i mercati valutari, che si muovono relativamente poco se consideriamo l’importanza – e le conseguenze – della notizia. Ad ogni modo le valute più legate al rischio, come il dollaro neozelandese, provano a risalire nei confronti del biglietto verde americano.

Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un’intesa per porre fine al conflitto durato tre mesi. La firma è prevista per venerdì in Svizzera, e forse proprio questi giorni di attesa spingono gli investitori alla prudenza, perché non sarebbe la prima volta che all’improvviso c’è una frenata (inoltre lo stato del programma nucleare iraniano rimane irrisolto).

Secondo l’accordo, Washington revocherà il blocco navale dei porti iraniani mentre Teheran rimuoverà le restrizioni sul traffico commerciale che passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò ha provocato il crollo dei prezzi del petrolio, alleviando le pressioni inflazionistiche e riducendo le aspettative di aumenti dei tassi.

Anche se i mercati continuano ad aspettarsi che la Reserve Bank of New Zealand aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base a luglio, la convinzione è che ci saranno solo due aumenti quest’anno rispetto ai tre previsti in precedenza.


Il cambio tra dollaro neozelandese e americano () è così rimasto oltre 0,58, affacciandosi anche al livello più alto in oltre una settimana grazie al miglioramento del sentimento degli investitori.
Lo scenario tecnico è giunto a un punto molto importante, perché ci sono le due medie mobili (che viaggiano appaiate) a fungere da resistenza. Se il dollaro “kiwi” riuscirà a superare questo doppio ostacolo, ricaverà un grosso slancio che potrebbe avvicinarlo sensibilmente alla soglia di 0,60 (ossia i massimi da febbraio).

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