Nonostante l’economia giapponese sia cresciuta oltre le aspettative, la valuta nipponica non riesce a guadagnare terreno sul dollaro, perché il principale driver del mercato continua ad essere l’andamento del conflitto in Medioriente.
Un leggero ottimismo riguardo a un possibile accordo USA-Iran non ha del tutto alleviato i timori sull’inflazione, mentre i prezzi del petrolio rimangono ancora alti.
L’economia giapponese è cresciuta dello 0,5% nel primo trimestre, in accelerazione dallo 0,2% del quarto trimestre e oltre le previsioni di mercato dello 0,4%. Questo dato segna il ritmo di crescita più rapido dal terzo trimestre del 2024.
La solidità dimostrata dall’economia giapponese aumenta le le aspettative che la Bank of Japan possa alzare i tassi d’interesse, anche se le prospettive restano incerte poiché l’impatto economico più ampio del conflitto mediorientale deve ancora essere pienamente rappresentato nei dati.
Intanto la Premier Sanae Takaichi ha annunciato di aver incaricato il Ministero delle Finanze di iniziare a redigere un bilancio bilancio supplementare, proprio in risposta al potenziale impatto economico del conflitto in Medio Oriente. La maggiore spesa potrebbe essere parzialmente finanziata tramite ulteriori emissioni di obbligazioni governative, che spinge verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi e pesa sullo yen.
Sul mercato valutario lo yen giapponese si è ulteriormente indebolito, come ormai accade da oltre una settimana di fila. Il cambio si sta avvicinando al livello chiave di 160 che a fine aprile aveva spinto le autorità giapponesi a stabilizzare la valuta.
Il recente taglio della media mobile a 50 periodi ha inviato un messaggio fortemente rialzista al mercato, che si aspetta un altro possibile intervento della BoJ sul mercato dei cambi.

















