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Cina, i segnali dal Golfo spingono lo Yuan. USDCNH sui minimi di 3 anni

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Intanto sul fronte interno il surplus commerciale cinese si è ridotto a 51,13 miliardi di dollari, livello più basso da febbraio 2025

Gli incoraggianti segnali diplomatici che giungono dall’Iran spingono lo yuan, che guadagna ancora terreno e torna in prossimità dei massimi di 3 anni rispetto al dollaro statunitense.

Sebbene i negoziati del fine settimana siano falliti e Trump abbia annunciato un blocco alle spedizioni di petrolio iraniano, il presidente USA ha anche parlato di contatti con Teheran per ulteriori discussioni
La guerra in Medio Oriente ha riacceso il discorso sul “petroyuan” promosso da Xi Jinping come alternativa al dollaro, con la valuta che guadagna terreno nel commercio energetico poiché l’Iran accetta lo yuan come pagamento per il petrolio che passa per Hormuz.


Intanto sul fronte interno il surplus commerciale cinese si è ridotto a 51,13 miliardi di dollari, livello più basso da febbraio 2025 e ben al di sotto delle aspettative. L’export ha rallentato bruscamente mentre le importazioni sono aumentate del 27,8% raggiungendo una cifra record.
Questa impennata riflette la volontà della Cina di assicurarsi risorse a fronte delle interruzioni della catena di approvvigionamento e degli elevati costi legati al conflitto con l’Iran, nonché un’impennata negli acquisti di prodotti ad alta tecnologia come i semiconduttori.


Sul mercato valutario intanto lo yuan riprende quota. Il cambio scivola sotto quota 0,681 e torna sui minimi dall’inizio del 2023. C’è un importante segnale tecnico da poco comparso sul grafico settimanale, ossia il passaggio della media mobile a 50 periodi sotto quella a 200 periodi. Questo evento solitamente invia un forte messaggio ribassista al mercato.

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