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Nuova Zelanda, tassi fermi ma la tregua in Medio Oriente spinge l’NZDUSD oltre 0,58

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L’impulso rialzista ha spinto il cambio NZDUSD a testare la media mobile 200 periodi.

Il cessate il fuoco in Medio Oriente fa passare in secondo piano la riunione della Reserve Bank of New Zealand (che comunque non tocca i tassi) e spinge il dollaro kiwi sui massimi di questo mese.

Al termine della riunione di politica monetaria, la RBNZ ha lasciato invariato il tasso di interesse ufficiale al 2,25% (livello più basso dalla metà del 2022) in linea con le aspettative, mantenendo stabili i costi di finanziamento in un contesto di incertezza globale.


La banca centrale ha sottolineato che la tensione in Medio Oriente ha modificato le prospettive dell’inflazione a breve termine e della crescita economica. Sebbene si preveda che l’inflazione complessiva aumenterà nel breve termine, le pressioni a medio termine saranno mitigate dalla debole domanda interna e dalla capacità produttiva inutilizzata perché lo slancio economico si è indebolito. La RBNZ ha inoltre indicato di essere pronta ad aumentare i tassi se le pressioni inflazionistiche dovessero intensificarsi.


La riunione della RBNZ arrivava però nelle ore in cui il presidente Trump ha prorogato l’ultimatum di colpire le infrastrutture civili iraniane di due settimane, per cercare di raggiungere un accordo in questo lasso di tempo. Tutto questo in cambio della riapertura graduale e almeno parziale dello stretto di Hormuz.
Ciò ha dato immediato sollievo ai mercati, spingendo in forte ribasso il petrolio e alimentando gli acquisti sugli asset di rischio, come il settore azionario e anche alcune valute come il dollaro NZD.


Mentre il dollaro americano perde l’appeal di bene rifugio, il dollaro neozelandese si rafforza di oltre un punto percentuale Il cambio torna oltre quota 0,58, raggiungendo il livello più alto di questo mese di aprile.
Questo impulso rialzista ha spinto il cambio NZDUSD a testare la media mobile 200 periodi. Se dovesse riuscire il breakout, allora il mercato riceverebbe un forte messaggio rialzista che potrebbe sancire la definitiva inversione della tendenza negativa che è cominciata a fine gennaio e ha spinto il cambio in ribasso di circa il 10%.

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