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I dati cinesi fanno bene al dollaro ‘kiwi’: NZDUSD oltre 0,59

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Lo slancio è stato comunque limitato dalla guerra in Medio Oriente, che è entrata nella seconda settimana e non fa intravedere una risoluzione chiara

Dopo aver sofferto parecchio negli ultimi giorni, tanto da scivolare sul minimo di un mese e mezzo rispetto all’USD, il dollaro neozelandese comincia la nuova settimana con un rimbalzo, con il cambio NZDUSD che risale oltre 5,90.

Nonostante il clima sul fronte internazionale resta incerto, a causa delle escalation delle ostilità in Medio Oriente, una spinta al dollaro kiwi giunge dai dati economici più solidi del previsto in Cina, importante partner commerciale neozelandese.
L’inflazione nel paese del Dragone è aumentata dell’1,3% su base annua, al livello più alto degli ultimi tre anni e molto oltre le aspettative del mercato. Ciò evidenzia una maggior spinta ai consumi e ha contribuito a migliorare il sentiment verso il cambio .


Lo slancio del dollaro NZD è stato comunque limitato dalla guerra in Medio Oriente, che è entrata nella seconda settimana e non fa intravedere una risoluzione chiara. In particolare, la chiusura dello stretto di Hormuz sta spingendo i prezzi del petrolio e intensifica le preoccupazioni globali sull’inflazione. Gli investitori hanno così ridotto l’esposizione agli asset sensibili al rischio, incluso il dollaro neozelandese.


Sul fronte tecnico, il cambio è risalito oltre 0,590 ma rimane al di sotto della media mobile a 50 periodi, indicando una pressione di vendita a breve e medio termine, pur mantenendosi oltre la media di lungo periodo (che evidenzia una struttura rialzista a lungo termine).
Nonostante la debolezza a breve termine, il mercato offre opportunità significative se gli acquirenti riprenderanno il controllo sopra 0,5958.


Sul fronte della politica monetaria, i mercati valutano all’80% la possibilità che la Reserve Bank of New Zealand aumenti il suo tasso di interesse nei prossimi mesi, con circa 40 punti base di inasprimento totale previsti quest’anno (una prospettiva decisamente più aggressiva rispetto alle stesse previsioni della banca centrale, che suggeriscono che anche un singolo aumento dei tassi quest’anno non sia garantito).

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