I dati molto deludenti sulla crescita economica spingono al ribasso lo yen giapponese e aumentano la pressione sulla premier Sanae Takaich, chiamata ad adottare misure di stimolo dopo la schiacciante vittoria alle elezioni della Camera dei Comuni lo scorso 8 febbraio.
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia nipponica è cresciuta solo dello 0,1%, dopo la contrazione dello 0,7% del terzo trimestre. Tuttavia i mercati si aspettavano un rimbalzo più vigoroso, dello 0,4%. La spesa al consumo, la componente principale del PIL, è aumentata solo dello 0,1%, evidenziando una debole domanda interna, mentre le famiglie continuavano a fare i conti con un’inflazione elevata.
Sul base annuale l’economia giapponese è cresciuta dello 0,2% nel quarto trimestre, mancando le previsioni di mercato di una crescita dell’1,6%. I consumi privati, che rappresentano oltre la metà della produzione economica, hanno registrato la crescita più bassa in un anno.
Un altro dato deludente è giunto dalla produzione industriale, che ha registrato un leggero calo dello 0,1% su base mensile a dicembre 2025, dopo il calo del 2,7% del mese precedente. Su base annua, la produzione è aumentata del 2,6%, invertendo il calo del 2,2% di novembre e segnando il ritmo più forte in tre mesi.
La situazione difficile dell’economia giapponese ha spinto la premier Sanae Takaichi a ribadire l’impegno a stimolare la crescita attraverso misure fiscali proattive, come ridurre l’imposta sulle vendite dell’8% sui prodotti alimentari per due anni. Ha inoltre promesso che il Ministero delle Finanze giapponese non emetterà nuove obbligazioni, bensì finanzierà le sue iniziative economiche attraverso un mix di sussidi, misure fiscali speciali ed entrate non fiscali in modo “sostenibile”.
In questo scenario lo yen giapponese si è indebolito sul mercato valutario. Il cambio risale oltre quota 153, dopo che settimana scorsa aveva vissuto la più forte discesa da novembre 2024. Se il rimbalzo dovesse proseguire anche nelle prossime sedute, spingendo il cambio oltre quota 157, si potrebbe formare un pattern “doppio minimo”.
Intanto il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni si è mantenuto intorno al 2,2%.

















