Così come si aspettavano i mercati, la Reserve Bank of Australia è la prima grande banca che passa dal ciclo di allentamento post-Covid a quello di inasprimento monetario. Al termine del meeting di febbraio infatti l’istituto centrale ha deciso di alzare i tassi di interesse per 25 punti base (con una decisione unanime), portando così il costo del denaro al 3,85%.
E’ la prima stretta che la RBA effettua da novembre 2023, e potrebbe non essere anche l’unica. L’istituto centrale infatti ha sottolineato che negli ultimi mesi c’è stato un ritorno delle pressioni inflazionistiche, e che probabilmente il livello dei prezzi al consumo resterà oltre l’obiettivo della RBA per un certo periodo di tempo. L’istituto ha anche sottolineato che la domanda privata cresce più rapidamente del previsto, mentre la capacità produttiva ha dei vincoli evidenti. Inoltre anche il mercato del lavoro rimane rigido.
Anche se l’istituto ancora le future decisioni di politica monetaria ai dati economici che arriveranno di volta in volta, i mercati sono convinti che ci saranno ulteriori strette nei prossimi mesi. Secondo la dichiarazione trimestrale sulla politica monetaria, potrebbero esserci due rialzi ancora.
Questo scenario ha dato una forte spinta al dollaro australiano. Il cambio è tornato ad affacciarsi oltre la soglia di 0,70 dopo aver raggiunto il massimo di 3 anni settimana scorsa. E’ dal mese di novembre che la coppia sta vivendo una forte fase rialzista, dopo l’uscita dal canale laterale dove era stata da aprile a dicembre.

















