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ORO di nuovo sopra 1900$ per l’aumento della domanda di beni rifugio

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L’escalation in Medio Oriente ha riportato in auge la richiesta del safe haven per eccellenza

Le tensioni in Medio Oriente e i dubbi riguardanti l’andamento dell’inflazione e dei tassi di interesse, hanno riacceso la spinta verso l’ e i beni rifugio in generale.

Il prezzo del lingotto risale così sopra i 1.920 dollari l’oncia prima del weekend, concretizzando un guadagno settimanale di oltre il 4%. Il prezzo dell’ giunge così al livello più alto dalla fine di settembre.

Per alcuni giorni, l’ipotesi di banche centrali ancora propense a lasciare i tassi alti a lungo hanno smorzato la vivacità dell’oro, che dopo una breve fiammata era nuovamente sceso a 1850 dollari l’oncia.
Questo movimento è stato legato soprattutto ai verbali dell’ultima riunione della Fed, nei quali i policymaker hanno affermato la necessità di lasciare i tassi elevati per “un po’ di tempo” (tassi alti rendono meno appetibile il lingotto, che non offre rendimenti).

L’escalation in Medio Oriente, area fondamentale per le forniture energetiche globali, ha però riportato in auge la domanda del bene rifugio per eccellenza. Le preoccupazioni che la guerra tra Israele e Hamas possa portare a un conflitto più ampio, col rischio di attentati anche in altre zone del mondo, hanno fatto salire notevolmente il prezzo dell’, che si è riportato oltre la soglia dei 1900 dollari l’oncia.
Per giunta vanno considerati i timori riguardo alla tenuta dell’economia globale, confermati dai report a tinte miste giunti dalla Cina.

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