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Regno Unito, i dati mettono pressione alla BoE e al cross GBPUSD

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E’ sempre minaccioso il Wolfe Wave pattern, che avrebbe come target un livello ancora più basso, in prossimità della EMA200

Torna ad essere incerto il clima attorno all’economia britannica e al destino della politica monetaria della Bank of England. I dati macro riguardo alla produzione manifatturiera e dei servizi hanno infatti deluso il mercato, aumentando le preoccupazioni riguardo una possibile recessione, se la BoE dovesse ancora intervenire sui tassi.

La produzione del settore privato di agosto è inaspettatamente diminuita al ritmo più rapido in oltre due anni.

Nel settore manifatturiero la flessione è stata a 42,5, rispetto al 45 delle aspettative e al 45,3 del mese precedente (tredicesimo calo consecutivo).
Nel settore dei servizi la contrazione è stata la peggiore in 31 mesi, con l’indice S&P Global/CIPS UK Services PMI a 48,7 rispetto a 51,5 del mese precedente. Le previsioni erano per un calo molto più modesto, 51.

Questo report ha così cancellato il buonumore della settimana scorsa, quando i dati sul PIL e sui salari avevano sorpreso positivamente, facendo pensare che la Banca d’Inghilterra avesse ancora un margine di manovra per effettuare ulteriori strette, senza creare grossi danni all’economia.
Adesso invece la BoE si muove su un terreno minato.

Il mercato ha così reagito penalizzando la sterlina. Il cambio è sceso sotto 1,27 dollari, toccando il livello più basso dal 29 giugno.

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(Fonte grafica: piattaforma di trading )

Il cambio sta attraversando una fase di range attorno alla EMA50, che finora ha impedito ulteriori ribassi.
Tuttavia ricordiamo ancora quel che dicemmo qualche tempo fa, ossia la nascita di un Wolfe Wave pattern, che avrebbe come target un livello ancora più basso, in prossimità della EMA200.

Non ci stupirebbe quindi un nuovo impulso ribassista, se dal simposio di Jackson Hole dovesse emergere una prospettiva ancora aggressiva da parte della FED (che darebbe slancio al dollaro).

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