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INDICATORI LAGGING, cosa sono e quali sono quelli più affidabili nel TRADING?

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Definizione di indicatori lagging (indicatori ritardati), guida su come utilizzarli al meglio per fare investimenti

Ogni situazione di mercato richiede l’utilizzo di specifici indicatori. Ci sono cioè quelli più efficaci nelle situazioni di trend e quelli più efficaci se il mercato si muove in assenza di trend.
Nel primo caso parleremo di INDICATORI LAGGING.
Letteralmente si traduce “indicatori tardivi”, perché il loro scopo è seguire un movimenti di trend dei prezzi quando questo si è già manifestato (contrariamente agli indicatori leading, che invece provano ad anticipare la nascita di un trend).

Cosa sono gli INDICATORI LAGGING

Per chiarire il concetto facciamo una considerazione.
Sappiamo che il mercato non si muove mai in modo costante e deciso: ci sono fasi di trend più o meno decisi (al rialzo o ribasso) che si alternano a fasi in cui i prezzi ristagnano.
Ogni investitore ha un solo desiderio: entrare in un mercato e beccare un trend, cavalcandolo finché è possibile. Del resto uno dei concetti più noti in ambito finanziario è “Trend is Your Friend” (il trend è tuo amico).

Purtroppo capire quando sta per cominciare un nuovo trend è una faccenda molto complicata e rischiosa, perché c’è il pericolo di battezzare come trend una situazione che invece non lo è, finendo per prendere una cantonata e perderci dei soldi.

In questo caso ci vengono in soccorso gli INDICATORI LAGGING, che ci segnalano quando un trend è GIA’ COMINCIATO. Seguono quindi la tendenza dei prezzi solo quando s’è già mossa verso una direzione ben definita. Per questo motivo si parla di “indicatori tardivi”.

Vantaggi e svantaggi degli INDICATORI LAGGING

Da quanto abbiamo detto finora, si comprende che gli indicatori lagging favoriscono un approccio più sicuro agli investimenti, giacché non cercano di prevedere il mercato in anticipo, ma lo assecondano.
Lo svantaggio di utilizzarli è che muovendosi a cose ormai fatte, le entrate a mercato non potranno mai essere perfettamente tempestive, e quindi la parte iniziale del trend verrà sprecata.

Va però rimarcato quello che molti investitori di successo considerano un principio assoluto: “One good trend pays for all the whipsaws”, ovvero che basterà seguire un solo trend molto sostenuto per ripagarsi di tante piccole entrate malriuscite o tardive.
Facciamo un esempio concreto, sfruttando l’indicatore ZigZag sulla piattaforma del broker .
Pensate che profitti si possono ottenere riuscendo a cavalcare uno di quei due trend finali… anche entrando in ritardo sarebbero stati grossissimi.

zig-zag-indicatore-2.jpg

Quali sono gli INDICATORI LAGGING più affidabili

Ci sono moltissimi indicatori che fanno parte della famiglia “lagging”, ovvero quelli che forniscono dei segnali soltanto dopo che il nuovo trend è iniziato.
Adesso vediamo una lista dei più noti e utilizzati…

Il settaggio degli indicatori lagging

Un errore che spesso si commette, è quello di ritenere che a prescindere dal tipo di asset che si studia e dalla fase di mercato, si possano usare sempre gli stessi parametri dell’indicatore lagging.
In realtà bisogna fare sempre le opportune valutazioni caso per caso, specialmente riguardo al parametro più importante, che è quello del periodo di riferimento.

Se si prende come riferimento un periodo troppo ampio si avranno pochissimi falsi segnali ma anche un maggiore ritardo nel segnalarci i trend.
Al contrario, periodi di riferimento brevi ci consentiranno entrate in trend molto tempestive, ma purtroppo ci esporranno a tanti falsi segnali (in pratica molti dei trend segnalati in realtà non lo sono).

Possiamo vedere quanto incide la scelta del parametro nell’esempio sottostante, tratto dalla piattaforma del broker .
Come si può vedere, se impostiamo l’indicatore ADX con periodo 14 avremo molte più oscillazioni e diversi falsi segnali, mentre l’ADX a 28 periodi che abbiamo usato a destra, oscilla di meno ma ci propone segnali molto più tardivi.
indicatori-trend-following-2.jpg

Purtroppo non si può definire un periodo ottimale che valga sempre e comunque, tutto infatti dipende dal tipo di mercato sul quale tradare, le cui condizioni potrebbero cambiare da asset ad asset.

Conclusioni

Come abbiamo detto, gli indicatori lagging hanno l’indiscusso pregio di identificare le tendenze, rendendoci possibile sfruttare un trend anche per molto tempo. Per tale ragione questo tipo di indicatori può risultare enormemente profittevole (oltre che facilmente utilizzabile).
Tuttavia, hanno il difetto di farci entrate solo in modo tardivo nel mercato, cioè quando il trend è già cominciato.

E’ comunque sempre indispensabile peraltro utilizzare questi indicatori in tandem con altri strumenti quali trendlines, supporti e resistenze, oscillatori, per cercare di evitare i falsi segnali.
In questo modo si potrà costruire un trading system efficace.
Buon trading!

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