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ORO, altra settimana di rally. Quotazione ai massimi dal 2013, poi lieve rimbalzo

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Prosegue la corsa del metallo giallo, intanto Goldman Sachs e Ubs alzano le stime sul prezzo dell'oro a 1.600 dollari l'oncia

I mercati sembrano scommettere sulla recessione, e di fronte a questo scenario stanno premiando i beni rifugio come l’, che ha superato quota 1500 dollari l’oncia. Pera dare l’idea di quanto sia forte la spinta, ad agosto dello scorso anno il prezzo non superava 1.205.

L’incertezza spinge l’oro

C’è ansia tra gli investitori, per colpa dell’incertezza. La guerra commerciale fra America e Cina sta logorando i mercati e l’economia globale, contagiando anche le banche centrali, a cominciare dalla Fed americana che è tornata a tagliare i tassi.
Anche se la recessione è più un timore che una realtà (tutto sommato l’economia sta ancora crescendo, anche se con un passo meno robusto che nel 2018), l’ è tornato ad essere il rifugio sicuro contro le incertezze.

Quotazione record da aprile 2013

Anche questa settimana la quotazione dell’ si è mossa dentro un canale rialzista, toccando i massimi da aprile 2013 oltre quota 1.530.
Come possiamo vedere sulla webtrader , da inizio mese l’oro è salito dell’8%, mentre da inizio anno la performance è superiore al 18% (+21% contro l’euro).

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Prospettive sempre rosee

Il rally dell’oro ha subito una lieve battuta d’arresto soltanto sul finire della settimana, dopo che la Cina ha tentato di alleviare i timori di un peggioramento nella guerra commerciale con gli Stati Uniti.
Tuttavia le prospettive per i “tori” del Gold sembrano sempre rosee. Infatti sia Goldman Sachs che Ubs hanno alzato le proprie stime sul prezzo dell’ a 1.600 dollari l’oncia. Il fatto è che il metallo prezioso è destinato ad apprezzarsi con l’aumento del timore di recessione, dei rischi commerciali e geopolitici e del taglio dei tassi da parte delle Banche centrali. E al momento non si vedono scenari più ottimistici di questo.

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