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RBA, altro taglio dei tassi (1%). AUD-USD in calo verso 0,699

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La RBA potrebbe adeguare la politica monetaria "se necessario". Ciò suggerisce che la RBA è disposta a ridurre ulteriormente il tasso di liquidità

La banca centrale australiana ha deciso di operare una sforbiciata al costo del denaro per 25 punti base. La Reserve Bank of Australia (RBA) ha abbassato cioè il tasso di interesse al nuovo minimo storico di 1%, dopo avere fatto altrettanto nel meeting di giugno (la precedente riduzione, sempre di 25 punti base, risaliva all’agosto 2016).
Era dal 2012 che l’istituto centrale australiano non procedeva a un doppio taglio in due riunioni successive.

Il taglio dei tassi di interesse della RBA

La decisione della RBA era prevista dai mercati, anche perché il mese scorso il governatore Philip Lowe aveva dichiarato che l’inflazione verosimilmente sarebbe rimasta sotto al target della Rba (2%-3% annuo), e che un taglio sarebbe stato probabilmente appropriato.
La motivazione alla base di questa mossa accomodante sta proprio nella necessità di perseguire il target di inflazione, ma anche di sostenere il mercato del lavoro. Secondo l’istituto centrale infatti, il taglio dei tassi aiuterà a velocizzare la riduzione del tasso di disoccupazione (l’obiettivo è al 4,5%).

Va evidenziato che nella dichiarazione di accompagnamento della Banca centrale, è comparsa una piccola modifica rispetto al passato. Ovvero che la RBA potrebbe adeguare la politica monetaria “se necessario”. Ciò suggerisce che la RBA è disposta a ridurre ulteriormente il tasso di liquidità. Ad ogni modo sarà necessario aspettare le previsioni economiche di agosto, per avere una visione più chiara di quanto “allentamento” potrebbe esserci da parte della RBA per aumentare l’inflazione.

Dai verbali dello scorso meeting di politica monetaria emergeva inoltre che la RBA sta pensando anche all’ipotesi di varare un proprio programma di allentamento quantitativo (QE). Una soluzione già usata negli ultimi anni da Stati Uniti, Regno Unito e BCE.

Aussie in calo

Sul fronte valutario, il cambio dollaro australiano-dollaro () ha reagito scendendo fino a 0,6959 prima di rimbalzare a 0,6990, come possiamo vedere sulla webtrader di .

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Va detto che il deprezzamento dell’Aussie deriva soprattutto dallo slancio che ha avuto l’USD a seguito della “tregua” sancita con la Cina in relazione alla guerra commerciale.

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