Dopo aver guadagnato terreno per tre settimane consecutive sul dollaro americano, la valuta canadese sembra aver rallentato la corsa anche se il trend rimane intatto (grazie soprattutto al prezzo del petrolio).
Probabilmente anche un aspetto tecnico -come vedremo a breve – sta provocando la frenata.
Il dollaro canadese e il rally del petrolio
La recente performance del dollaro canadese è strettamente legata al rally degli ultimi mesi del prezzo del petrolio (principale esportazione del paese), a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Al tempo stesso però la crescita dei prezzi dell’energia mantiene sotto i riflettori le preoccupazioni sull’inflazione. I dati pubblicati lunedì hanno mostrato che a luglio l’indice dei prezzi al consumo (CPI) canadese ha accelerato al 3% su base annua, rispetto al 2,8% di giugno.
La prospettiva cauta della Bank of Canada
Il mercato si aspetta che la Bank of Canada rimarrà ferma sui tassi di interesse (come ha deciso nell’ultimo meeting), in attesa di maggiore chiarezza sulle prospettive di crescita oltre il secondo trimestre. Questa convinzione è consolidata anche dai dati recenti che hanno mostrato che il mercato del lavoro canadese è forte.
Nel frattempo il Canada si trova ad affrontare una nuova serie di dazi statunitensi del 50%, con i negoziatori dei due Paesi ancora lontani dal raggiungere un accordo commerciale preliminare.
Lo scenario tecnico dell’USD/CAD
Sul mercato valutario, la coppia viene scambiata ancora sotto la soglia di 1,390, vicino ai livelli visti l’ultima volta all’inizio di giugno. Il forte trend ribassista cominciato qualche settimana fa ha spinto la coppia a tagliare prima la media mobile a 50 periodi, poi quella a 200 periodi sul finire della scorsa settimana. Ciò ha mandato un messaggio ulteriormente ribassista al mercato, anche se l’indicatore RSI in ipervenduto suggerisce un approccio prudente, e probabilmente ha inciso sulla recente frenata del trend ribassista.

















