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Onde di Elliott (wave), cosa sono e come guadagnarci facendo trading

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La teoria dei cicli di Elliott consente di identificare con incredibile precisione i movimenti dei prezzi durante un trend

Uno degli strumenti più interessanti e complessi che si possono trovare nelle nostre piattaforme di trading sono le "onde di Elliott" (EWT) o i cicli di Elliott, che prendono il nome dal loro ideatore Ralph Nelson Elliott.


Questo strumento si fonda sulla teoria secondo la quale i mercati non si muovono in modo disordinato e casuale, bensì seguono un ritmo ripetitivo che si articola in cinque onde (waves) in cui si articola il movimento a favore del trend principale (pattern impulsivo), seguite da tre onde in cui si articola un movimento contrario al trend (pattern correttivo).
Questi si ripetono di continuo, come delle onde appunto.
In sostanza accade più o meno quello descritto in questa immagine in un mercato rialzista e ribassista...


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Elliott non arrivò a questa conclusione in maniera avventata, ma soltanto dopo aver osservato per anni l’andamento delle quotazioni, e dopo aver raccolto abbastanza dati da verificare questa teoria. Per questo motivo molti trader continuano anche oggi ad applicare la teoria di Elliott alle proprie strategie di trading.
Infatti la conseguenza pratica della teoria delle onde di Elliott è chiara: riuscendo ad identificare in maniera corretta il pattern corrente di un prezzo, è possibile prevederne l’andamento futuro e identificare dei punti dove il prezzo ha una maggiore probabilità di subire un’inversione.




Come si presentano le onde di Elliott


Cerchiamo adesso di addentarci in modo più approfondito nel discorso, e per farlo riprendiamo l'immagine vista poco fa...


onde-elliot-1.jpg

Come possiamo vedere, un "ciclo di base" definito dalle onde di Elliott è composto da 8 onde.
Le prime 5 onde formano COMPLESSIVAMENTE un movimento di impulso a favore di trend; questo non vuol dire che tutte si muovono a favore di trend, ma che nel loro insieme realizzano un movimento coerente con la tendenza principale.
Allo stesso modo, le 3 sotto-onde A-B-C formano COMPLESSIVAMENTE invece un’onda correttiva; questo non significa che tutte si muovono contro-trend, ma che tutte insieme generano complessivamente un movimento controtrend.
Focalizziamoci ancora su questi concetti..



Pattern impulsivi e correttivi


Esaminiamo solo la figura A, cioè quella di un trend rialzista (anche perché per quella B varranno le stesse considerazioni, ma in senso opposto).
Possiamo distinguere due tipi di configurazioni.
PATTERN IMPULSIVO. Composto dalle onde rialziste 1, 3 e 5 ("onde d'impulso") che si muovono nella direzione della tendenza e dalle onde 2 e 4 ("onde correttive") che invece si muovono controtendenza.
Solitamente un pattern impulsivo si sviluppa all’interno di un canale, anche se alcuni movimenti occasionali fuori del canale possano essere osservati.


PATTERN CORRETTIVO. E' composto da a-b-c. Di queste le due onde di ritiro a-c si muovono controtendenza rispetto al pattern impulsivo, mentre un'onda “b” si muove nella stessa direzione del pattern impulsivo.
Una volta che si è esaurito un ciclo, ne comincia un altro nella stessa direzione oppure nelle direzione opposta in caso di inversione.



Le wave extension sulle onde di impulso


Come abbiamo visto, all'interno di un PATTERN IMPULSIVO ci sono 3 onde di impulso (1,3,5) che si muovono a favore di trend. Secondo Elliott queste onde di impulso possono talvolta essere formate a loro volta da un pattern impulsivo completo. In questo caso si parla di "estensione" dell'onda.
Vediamo nell'immagine sottostante come si presentano e onde di impulso (wave) 1, 3, 5 quando ognuna di esse si presenta in forma "estesa".


onde-elliot-4.jpg

I diversi tipi di pattern correttivi


Anche il PATTERN CORRETTIVO (a-b-c) può presentare delle caratteristiche diverse di volta in volta.
Elliott arrivò a identificare addirittura 21 tipi diversi di configurazione dei pattern correttivi. Tuttavia tutti quanti questi pattern in realtà sono delle varianti di 3 forme base, che vediamo qui sotto:
1) Formazione a zig-zag (3 varianti: semplici, doppie, triple)
2) Formazione piatta (3 varianti: standard, irregolari, doppiamente irregolare)
3) Formazione a triangolo (4 tipi: ascendente, discendente, chiuso, aperto)


onde-elliot-2.jpg

Le onde divise in altre onde


Il ciclo di Elliott è sostanzialmente infinito, perché se viene osservato da una prospettiva temporale più ampia o più ridotta, ogni onda può essere suddivisa a sua volta in onde via via sempre più piccole.
Lo vediamo in questo esempio qui sotto dove la prima onda di impulso (quella che sopra era contrassegnata col numero 1) unitamente alla prima onda correttiva (che sopra era contrassegnata con il numero 2) formano a loro volta un ciclo.


onde-elliot-3.jpg

Secondo Elliott questo ciclo potrebbe essere scomposto a sua volta, e il successivo che ne deriva anche. E così via fino a cicli sempre più piccoli...




La durata del ciclo


Nella teoria delle onde di Elliott, i cicli possono avere una durata molto variabile.
Proprio in base alla durate, Elliott fa una classificazione; partendo dal più grande al più piccolo esistono 9 TIPI DI CICLO: Superciclo grande (dura decenni), Superciclo, Ciclo, Primario, Intermedio, Minore, Minuto, Minuette, Subminuette (dura poche ore).
In ogni caso, a prescindere dal fattore tempo il ciclo segue lo stesso andamento.



Come sfruttare le onde di Elliott


E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi, ma chi riesce a comprendere e identificare correttamente i pattern delle onde di Elliott otterrà un doppio vantaggio, per via del fatto che ha delle proporzioni ben determinate:
1) Individuerà la direzione e la maturità di un trend
2) Saprà anche i range di movimento all’interno dei quali il trend si realizzerà.


Facciamo un esempio, aiutandoci con un caso concreto:
onde-elliot-5.jpg
Se identifichiamo correttamente i movimenti 1 e 2, possiamo aprire una posizione long alla creazione dell’onda d'impulso 3 (ovvero quella linea che va da 2 a 3), posizionando lo stop loss all'origine del movimento 1 (perché sappiamo che se il ciclo è ben individuato più in basso di quel livello non dovrebbe andare) e come target un livello di prezzo compreso tra 3 e 5 (dal momento che sappiamo che ci sarà una onda correttiva numero 4, ma che la successiva onda di impulso non scenderà sotto il livello 3).
Come si vede, operando in questo modo possiamo controllare il range di prezzi all’interno del quale si deve rimanere affinché la teoria sia confermata, e così riusciamo ad ottimizzare il nostro trade.
Anche le onde di correzione 2 e 4 rappresentano opportunità di trading, visto che possiamo aprire posizioni in sell sapendo già quanto potranno scendere o salire al massimo i prezzi in queste onde.



Conclusioni


Qui abbiamo cercato di essere più sintetici possibile nell'illustrare la teoria delle Onde di Elliott. Essa infatti presenta numerose varianti rispetto all'originale, in particolare per quanto riguarda le onde di correzione.
La parte più delicata (e decisiva) per applicare la teoria sta nell'individuare i pattern che la compongono, e quindi le onde che si formano. Serve molta esperienza nella lettura nei grafici, anche se il beneficio che si ottiene alla fine è enorme, visto che ci permettono di scegliere i migliori punti di entrata e di uscita, cercando di aprire posizioni in buy in corrispondenza dei minimi e posizioni in sell in corrispondenza dei massimi. Hai detto poco...





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