Dopo le riunioni di politica monetaria di Banxico e FED, c’è stata una brusca inversione di rotta del peso messicano, che in pochi giorni ha perso circa il 6% rispetto al dollaro statunitense. In questo modo ha bruciato tutti i guadagni che aveva maturato nel corso di quest’anno.
La vera spallata alla valuta messicana l’ha data il recente meeting della Banxico, che ha lasciato fermo il suo tasso di interesse di riferimento al 6,50%. Questa mossa è in controtendenza rispetto alla Federal Reserve, che ha aumentato il costo del denaro e dovrebbe fare altre strette nei prossimi mesi.
Peraltro proprio Banxico ha dichiarato in un comunicato che le sue decisioni future non seguiranno necessariamente quelle della Federal Reserve.
Questa posizione riduce l’attrattiva degli asset denominati in pesos e della valuta per le operazioni di carry trade, poiché il differenziale dei tassi di interesse si ridurrebbe ulteriormente. Un differenziale più ristretto riduce la capacità della valuta di proteggersi dai periodi di volatilità internazionale.
Per questo motivo il cambio ha imboccato la strada di un forte rialzo negli ultimi giorni, arrivando oltre quota 17,8, il massimo minimo da aprile scorso.
Di questo passo in poco tempo potrebbe andare ad attaccare il massimo annuale a quota 18,20. Va detto però che il recente rally ha spinto l’indicatore tecnico RSI in forte ipercomrpato, e questo aumenta le possibilità di una correzione.
Sul fronte macro, il tasso di disoccupazione in Messico si è attestato al 3% ad agosto (dati ). Un mercato del lavoro ristretto potrebbe stimolare la domanda dei consumatori e indurre Banxico ad adottare una politica monetaria più restrittiva.
Intanto la bilancia commerciale del Messico ha registrato un surplus di 605 milioni di dollari, ben al di sotto delle previsioni di 1,4 miliardi.

















