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Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
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La prospettiva di strette della BoE non basta: GBPUSD sui minimi di 2 mesi

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Attenzione però perché l’indicatore di forza RSI si aggira n area ipervenduto

I dati macro britannici peggiori delle attese e la forza del dollaro americano (spinto dalla FED) stanno penalizzando la sterlina, che scivola sui minimi di due mesi rispetto al biglietto verde.

I dati preliminari PMI del Regno Unito hanno mostrato che a settembre l’attività del settore privato ha continuato ad espandersi, ma ad un ritmo più lento e inferiore alle aspettative. La debole domanda interna e l’incertezza geopolitica sono fattori negativi per il settore dei servizi, mentre in ambito manifatturiero l’aumento della spesa per la difesa ha continuato a fornire uno stimolo.


Ieri il governo britannico ha comunicato un aumento del deficit di bilancio a 18,3 miliardi di sterline ad agosto, superiore ai 15,5 miliardi previsti, in parte a causa di una maggiore spesa per pensioni e sussidi, indicizzata all’inflazione. L’attenzione si sta ora concentrando sul bilancio autunnale del prossimo mese, con il governo che starebbe valutando modifiche alle regole fiscali che consentirebbero di escludere i prestiti per progetti infrastrutturali.


Nel frattempo il dollaro statunitense continua a crescere dopo i commenti aggressivi dei funzionari della Federal Reserve, che hanno rafforzato la convinzione che ci saranno ulteriori aumenti dei tassi di interesse quest’anno.
Anche nel Regno Unito, nonostante il calo dei prezzi del petrolio, le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Banca d’Inghilterra sono rimaste solide. Secondo i mercati c’è una forte probabilità di un aumento dei tassi di 25 punti base a novembre.


Sul mercato valutario però il cambio continua a indebolirsi ed è sceso intorno a 1,33, livello più basso dalla fine di luglio. Il taglio netto delle medie mobili a 50 e 200 periodi, avvenuto nelle ultime due settimane, ha confermato l’inversione del trend che aveva portato la sterlina a guadagnare circa il 5% sul dollaro tra giugno e agosto.
Attenzione però perché l’indicatore di forza RSI si aggira in area ipervenduto, per cui la spinta ribassista potrebbe frenare.

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