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BCE, stretta di 25pb per contrastare l’inflazione. Ma l’EURUSD non avanza

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La Eurotower ha deciso di ritoccare il costo del denaro portandolo al 2,50%

Tutto secondo previsioni: la BCE alza i tassi di 25 pb. Probabilmente proprio perché era uno scenario ampiamente atteso dai mercati, l’euro non si è mosso granché rispetto al dollaro.
Al termine della riunione di settembre, la BCE ha deciso di ritoccare il costo del denaro portandolo al 2,50%. Si tratta del secondo rialzo dopo quello di giugno. Il tasso sui depositi si attesta ora al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello relativo ai prestiti marginali al 2,90% (dati forniti dalla piattaforma ).

Le previsioni sull’inflazione

La stretta della Eurotower nasce dalla esigenza di contrastare l’inflazione che continua ad essere elevata. A tal proposito, l’istituto centrale ha rivisto al rialzo le proiezioni per l’inflazione per il 2027 e 2028 (a causa dei rincari dei prezzi energetici), lasciando invariate quelle per il 2026.
La BCE ha previsto l’inflazione al 3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e 2,1% nel 2028. Il dato “core” invece dovrebbe essere al 2,5% nel 2026, al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028.

Le previsioni sulla crescita della Eurozona

Riguardo alla crescita economica, la BCE ha rivisto al rialzo le stime del Pil: +0,9% nel 2026 contro lo 0,8% precedentemente previsto e al +1,4% nel 2027 contro il +1,2% di giugno. Per il 2028, sono state invece tagliate all’1,5% dal 2%.
La revisione al rialzo riflette la capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese, come ha sottolineato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante la conferenza stampa. “L’economia ha dimostrato di essere resiliente nel secondo trimestre nonostante i venti contrari derivanti dallo choc energetico“. Tuttavia, la numero uno della banca centrale ha sottolineato che la “situazione resta incerta” e che non c’è “non possiamo fare nessuna previsione sui tassi“.
Tuttavia i mercati prevedono un altro aumento dei tassi da parte della BCE entro dicembre e un ulteriore inasprimento nel 2027.

Scenario tecnico dell’euro-dollaro

Nonostante l’aumento dei tassi, l’euro non si è mosso granché rispetto al dollaro, ed anzi si è indebolito verso quota 1,16. Il cambio rimane in trend rialzista e di recente è rimbalzato sulla media mobile a 200 periodi, che agisce da supporto. Attenzione all’imminente passaggio della Ema50 oltre la Ema200, che invierebbe un messaggio rialzista al mercato.
Il biglietto verde è stato spinto dall’aumento dei prezzi del petrolio e dai dati sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) negli Stati Uniti, che hanno alzato la probabilità implicita di un aumento dei tassi da parte della Fed a oltre il 70%.

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