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Eurozona: inflazione a tinte miste, l’EURUSD si affaccia sotto 1,16

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Mentre l’inflazione annua è salita al 3,3% ad agosto, il dato core è calato leggermente al 2,4%, al di sotto delle previsioni

Mentre il dollaro resta tonico sulla prospettiva di rialzi dei tassi FED, l’euro non riesce a trovare un appiglio nell’ultimo report sull’inflazione. Così il cambio EURUSD si affaccia sotto la soglia di 1,16.

L’inflazione nella Eurozona

Secondo le stime preliminari riportate dal broker , l’inflazione annua nell’Eurozona è salita al 3,3% ad agosto, il livello più alto da settembre 2023 e ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE. A trainare questa corsa è la crescita dei prezzi dell’energia in un contesto di continui combattimenti in Medio Oriente (l’inflazione energetica è balzata al 14,3%).
L’inflazione di base, ossia escludendo energia e alimentari, è calata leggermente al 2,4%, al di sotto delle previsioni del 2,5%.

Le prospettive per la BCE

Questi dati consolidano le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BCE già questo mese, nonostante l’allentamento dei servizi e dell’inflazione core. I mercati ora prevedono che il tasso di interesse sarà a circa il 2,70% entro dicembre, il che implica una probabilità di circa l’80% di un secondo aumento dopo un movimento previsto per settembre.
A ulteriore rafforzamento di questa ipotesi ci sono le dichiarazioni di alcuni policymaker della BCE. Olli Rehn ha avvertito che un conflitto prolungato potrebbe mantenere l’inflazione elevata, mentre Martin Kocher ha affermato che l’aumento dei rischi di inflazione potrebbe richiedere un rapido aumento dei tassi..

La reazione dell’euro-dollaro

Nel frattempo, il dollaro è rimasto sostenuto dopo che il presidente della Fed Kevin Warsh ha assunto un tono aggressivo, con i mercati che scontano una probabilità del 66% di un rialzo della Fed a settembre.
Sul mercato valutario il cambio scivola così sotto 1,16, e si riavvicina così alla media mobile a 200 periodi, che nei giorni scorsi aveva agito da supporto. La correzione avvenuta verso fine agosto ha scaricato l’indicatore RSI, che non si trova più in ipercomprato. Tuttavia se il cambio EURUSD riuscirà a violare le due medie mobili principali (50 e 200), potrebbe innescare un forte movimento al ribasso.

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