Erano ben 3 anni che non si vedeva un Bitcoin così solido. La regina delle crypto ha guadagnato circa il 27% in una settimana, rimettendo nel mirino la soglia degli 80.000 dollari, che ormai dista davvero poco, e guadagnando i massimi da maggio scorso.
Il driver USA spinge il Bitcoin
La corsa del è stata sostenuta da un più ampio miglioramento della propensione al rischio, ma soprattutto da quanto è successo negli USA di recente.
L’annunciata espansione dei riacquisti di titoli di stato statunitensi a lungo termine ha pesato sul dollaro e spinto il Bitcoin ha raggiunto il livello più alto da maggio. La valuta digitale (così come l’oro) beneficia dei dubbi sul potere d’acquisto a lungo termine delle valute classiche.
La mossa del Tesoro USA ha anche innescato un importante short squeeze, con miliardi di dollari in posizioni ribassiste sulle criptovalute liquidate negli ultimi giorni.
L’effetto Trump
Il sentiment degli investitori è stato ulteriormente sostenuto dall’incontro del presidente Donald Trump con i leader del settore delle criptovalute e dal suo appello a portare concretamente avanti un disegno di legge sulla struttura del mercato cripto.
Inoltre, il c’è di nuovo una domanda istituzionale più forte. Gli ETF spotsu Bitcoin negli Stati Uniti hanno attirato più di 1 miliardo di dollari di afflussi settimanali, spingendo così il prezzo.
Lo scenario tecnico di Bitcoin

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Come vediamo sulla piattaforma di investimento , nonostante il forte rimbalzo degli ultimi giorni, il prezzo di Bitcoin rimane ben al di sotto del suo massimo record di oltre 126.000 dollari raggiunto lo scorso ottobre.
Il rapido superamento delle medie mobili a 50 e 200 periodi ha però inviato un forte messaggio rialzista al mercato.
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La questione è se una nuova entrata sul sia attualmente interessante per chi non partecipa ancora al mercato.
Sotto questo aspetto, una battuta d’arresto (magari verso quota 75mila) sarebbe ora più gradita che problematica, anche perché l’indicatore RSI è fortemente in ipercomprato e preannuncia una correzione.
Se Bitcoin dovesse resistere ad una eventuale frenata, allora probabilmente riuscirà a trovare lo slancio per superare quota 80mila.
Invece, bisognerebbe essere molto più cauti in caso di ricaduta al di sotto di 73.000 dollari, ossia verso la Ema200.
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