Arrivano notizie confortanti dagli USA, dove l’inflazione rallenta come previsto evitando così brutte sorprese agli operatori di mercato. Il dollaro così rimane a galleggiare sotto la soglia di 100, in una settimana fiacca per il clima vacanziero.
I dati sull’inflazione USA
A luglio il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è rallentato per il secondo mese consecutivo, attestandosi al 3,4%, rispetto al 3,5% di giugno. Il report è risultato in linea con le aspettative, segnando un ulteriore allontanamento dal picco del 4,2% raggiunto a maggio 2023, grazie all’attenuarsi dell’impatto dello shock energetico causato dalla guerra con l’Iran. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,1%, come previsto, in ripresa rispetto al calo dello 0,4% registrato a giugno.
Nel frattempo, l’inflazione core è aumentata dello 0,2% dopo essere rimasta invariata a giugno, mentre il tasso di inflazione core annuo è sceso al 2,5% dal 2,6% del mese precedente, in linea con le previsioni. Si tratta del livello più basso degli ultimi cinque mesi.
Le conseguenze per la FED
Questo report allenta la pressione sulla Federal Reserve per un aumento dei tassi di interesse. Tuttavia, l’incertezza sul ritorno delle forniture energetiche dal Medio Oriente ha mantenuto vive le preoccupazioni inflazionistiche (A tal proposito, le tensioni sullo Stretto di Hormuz sono rimaste alte).
Questo rallentamento dell’inflazione va letto assieme al debole rapporto sull’occupazione della scorsa settimana, perché la Fed deve bilanciare la stabilità dei prezzi con i rischi per l’occupazione.
L’andamento dl dollaro
Sul mercato valutario il resta sostanzialmente invariato intorno a 99,8. Il calo dell’ultimo periodo ha portato al taglio della media mobile a 50 periodi, che ha inviato un messaggio ribassista al mercato. Tuttavia, la soglia psicologica di 100 e la presenza della media mobile a 200 periodi stanno offrendo supporto al dollaro.
Se dovesse cedere questo livello, il supporto successivo si trova a quota 99 mentre un livello più robusto è nella zona compresa tra 97,6 e 97,8.

















