Dopo il calo di inizio settimana, la sterlina britannica sta continuando il recupero sul dollaro e intravede di nuovo i massimi di metà luglio, toccati settimana scorsa.
I driver della moneta britannica sono i riflessi sui prezzi della tensione geopolitica nel Golfo e le aspettative sulla politica monetaria della Bank of England.
I driver di mercato che favoriscono la sterlina
Gli investitori sono cauti sull’esito dei colloqui Iran-Oman e sulla possibilità che porteranno al ripristino dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. L’Iran parla di un accordo con l’Oman sul transito marittimo, alimentando le speranze di un miglioramento dell’approvvigionamento di petrolio e di una riduzione dei prezzi dell’energia. Ma servirebbe un accordo anche con gli Stati Uniti, che al momento rimane incerto.
La posizione cauta della Bank of England
Se da un lato la prospettiva di costi energetici più bassi ha attenuato le preoccupazioni sull’inflazione e sul rallentamento della crescita economica (spingendo la sterlina), dall’altro però rafforza le aspettative che la Bank of England procederà in modo prudente sul fronte dei tassi (frenando la sterlina). Settimana scorsa la BoE ha lasciato invariato il costo del denaro anche se aveva mostrato un approccio più hawkish.
Quadro tecnico GBP/USD
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Il miglioramento del sentiment sul mercato ha comunque spinto la valuta britannica. Il cambio è tornato verso 1,345 dollari, allontanandosi così dalle due medie mobili a 50 e 200 periodi, che sono molto vicine e agiscono da supporto tecnico.
Settimana scorsa la sterlina ha tagliato al rialzo questi due livelli tecnici, innescando così un messaggio rialzista al mercato. Il prossimo target al rialzo è quota 1,356 (massimo del mese scorso), oltre il quale c’è la soglia psicologica di 1,360.

















