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Guerra, FED e dazi spingono gli investitori alla cautela. Index DXY piatto su 101,3

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Settimana prossima ci sarà la riunione di politica monetaria della Federal Reserve (dovrebbe lasciare il tasso invariato)

La settimana del dollaro sul mercato valutario si chiude con una seduta blanda, perché gli investitori preferiscono restare cauti di fronte alla continua altalena di tensione nel Golfo, e visto l’approssimarsi del meeting di politica monetaria della FED.

Il Golfo, Trump e i dazi

Dopo la feroce fiammata degli ultimi giorni, i prezzi del petrolio si sono attenuati – pur rimanendo nettamente in rialzo rispetto alla settimana precedente – ma la tensione tra Iran e Stati Uniti resta alta. Il presidente Trump ha affermato che presto deciderà se lanciare un “attacco massiccio” contro l’Iran.
A proposito di Trump, le sue ultime tariffe sulle importazioni provenienti da circa 60 partner commerciali degli Stati Uniti hanno rafforzato i timori di una nuova ondata di dazi su larga scala, alimentando il nervosismo sui mercati.

I dati macro USA

Intanto sul fronte dei dati, gli indici PMI preliminari di S&P Global hanno mostrato un rafforzamento dell’attività del settore dei servizi statunitense a luglio, mentre la crescita manifatturiera ha rallentato e le pressioni sui prezzi si sono intensificate.

La riunione della FED

Gli investitori stanno già rivolgendo l’attenzione alla riunione di politica monetaria della Federal Reserve della prossima settimana. Si prevede che la banca centrale lascerà il tasso sui fondi federali invariato, anche se le ultime vicende hanno spinto il mercato a dare una probabilità di circa il 35% a un aumento dei tassi. La probabilità di un aumento a settembre invece si attesta attualmente a quasi l’80%.

Lo scenario tecnico del Dollaro


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Mentre il rendimento dei Treasuries a 10 anni ha finalmente interrotto un rally di quattro sedute che l’aveva portato al livello più alto da gennaio 2025, il resta piatto attorno quota 101,3, ma molto vicino al massimo degli ultimi 14 mesi. Il biglietto verde è in trend ascendente dalla fine di gennaio e la recente correzione ha trovato supporto nella media mobile a 50 periodi, che adesso viaggia poco oltre la soglia psicologica dei 100 euro.

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