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La BCE non tocca i tassi ma la paura dei mercati spinge l’EURUSD verso il basso

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La Eurotower conferma il costo del denaro al 2,25% ma l’escalation di tensione in Medio Oriente potrebbe spingere di nuovo l’inflazione

Non arrivano sorprese dal meeting di politica monetaria della BCE, ma intanto la nuova escalation di tensione in Medio Oriente e il conseguente balzo del prezzo del petrolio spaventano i mercati. Così l’euro perde quota rispetto al dollaro.

La decisione della BCE sui tassi

La Banca Centrale Europea (BCE) ha lasciato invariati i tassi di interesse al 2,25%, dopo l’aumento di 25 punti base fatto a giugno (il primo rialzo in tre anni). I responsabili delle politiche monetarie hanno mantenuto un approccio cauto e attendista, poiché negli ultimi tempi c’è stato un rallentamento dell’inflazione, una crescita salariale e la ripresa dell’attività economica, per questo si era ridotta l’urgenza di un ulteriore intervento.


Tuttavia la BCE ha sottolineato che il clima resta molto incerto e volatile. Nella conferenza stampa post-riunione, la presidente Lagarde ha avvertito che più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati, “maggiore sarà la probabilità che spingano al rialzo l’inflazione generale“. Inoltre Lagarde ha sottolineato che “la decisione è stata unanime, ma alcuni membri del Consiglio si sono chiesti se non fosse il caso di considerare un aumento dei tassi”.

La tensione in Medio Oriente e la paura dell’inflazione

Ecco perché quello che sta accadendo in queste ultime riaccende le preoccupazioni sull’inflazione. La finanza resta ancorata alle notizie che arrivano dal Medio Oriente, dove le ostilità continuano a intensificarsi, senza segni di una risoluzione a breve termine. Ciò ha spinto il petrolio Brent sui 100 dollari per barile (oltre il 30% in più rispetto ai livelli pre-conflitto).

Lo scenario tecnico dell’euro-dollaro

Sul mercato valutario tutto questo si è tradotto in una crescita del dollaro rispetto all’euro. Sono infatti cresciute le aspettative che la Fed dovrà aumentare i tassi d’interesse (viene data una probabilità del 33% per la prossima settimana).
Il cambio è tornato a testare il limite inferiore dell’intervallo (1,134-1,147) dove sta oscillando da un mese. La distanza dalla media mobile a 50 periodi consolida la situazione ribassista, che ormai sta andando avanti dal mese di maggio.

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