La sterlina scende mentre il dollaro continua a salire, e così il rapporto tra le due valute (GBPUSD) tocca livelli che non si vedevano da 2 mesi e mezzo. Determinanti sono le posizioni assunte dalle due banche centrali: la BoE e la FED.
La decisione della BoE sul costo del denaro
La Bank of England deciso (con voto 7-2) di mantenere i tassi d’interesse al 3,75%, in linea con le aspettative. I responsabili della politica monetaria hanno adottato un atteggiamento prudente a causa delle conseguenze incerte dello shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente. Ad ogni modo la Bank of England ha ribadito la sua disponibilità ad agire sull’inflazione (alzando i tassi).
Per quanto riguarda le previsioni economiche, il Comitato stima un aumento dell’inflazione entro la fine dell’anno, ma con il picco al 3,25% rispetto al 3,6% precedente.
Nel frattempo, gli investitori attendono i risultati delle elezioni suppletive di Makerfield, che potrebbero influenzare la leadership del Partito Laburista e la direzione economica del Paese.
La mossa annunciata mercoledì dalla FED
Sul mercato valutario intanto il dollaro Usd continua ad essere tonico (il resta oltre 100 e raggiunge il livello più alto da maggio 2025), dopo l’atteggiamento più hawkish mostrato dalla Fed, nonostante abbia mantenuto i tassi invariati come previsto.
Lo scenario del cambio sterlina-dollaro
Il cambio scende verso quota 1,32 dollari, raggiungendo il livello più basso da inizio aprile. Questa area funge da supporto, e se dovesse cedere il cambio GBPUSD potrebbe scivolare fino alla successiva area di tensione sulla soglia di 1,30 (i minimi da novembre scorso).
Attenzione anche alle due medie mobili, perché quella a 50 periodi sta per scivolare sotto quella a 200, e ciò solitamente invia un messaggio ribassista.

















