La prima riunione della FED sotto la presidenza di Kevin Warsh si chiude senza sorprese. Infatti per la quarta riunione di fila la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso sui fondi federali al 3,50%-3,75%. La decisione è stata presa all’unanimità (12 voti favorevoli).
La decisione del FOMC
La FED continua a dare priorità al contrasto delle spinte inflazionistiche, dovute in parte all’impatto della guerra con l’Iran sui prezzi dell’energia. Nella loro dichiarazione post-riunione, i funzionari sottolineano che l’inflazione resta elevata rispetto all’obiettivo del 2%. Inoltre l’inflazione PCE è stata rivista al rialzo, passando dal 2,7% al 3,6% per quest’anno e al 3,3% per il 2027.
Per quanto riguarda la crescita economica, è prevista in calo nel 2026 (2,2% contro il 2,4% di marzo), ma la previsione per il 2027 è rimasta invariata al 2,3%. Tuttavia i membri del FOMC hanno continuato a definire la crescita “solida”, nonostante l’elevata incertezza dovuta anche al conflitto in Medio Oriente.
Le proiezioni sui tassi di interesse
Le nuove proiezioni sui tassi di interesse indicano che 9 funzionari prevedono almeno un aumento quest’anno, mentre 6 ne prevedono almeno due. Altri 9 non prevedono variazioni o prevedono un taglio.
Solo 18 funzionari su 19 hanno inserito le proprie proiezioni sui tassi, e quella che manca è proprio di Warsh, molto critico nei confronti della cosiddetta forward guidance. Il presidente aveva anche auspicato un bilancio più snello per la banca centrale, in particolare per quanto riguarda i titoli del Tesoro a lungo termine.
Lo scenario tecnico del Dollar Index
Dopo la riunione della FED, il è schizzato oltre la soglia di 100, toccando il livello più alto da marzo.Le proiezioni dei membri del comitato sono state interpretate come più restrittive del previsto, e anche la revisione al rialzo delle stime sull’inflazione fa pensare ad una Fed che muoverà ancora i tassi.
Il grafico del Dollar Index mostra uno slancio rialzista soprattutto perché si è formata al “croce d’oro”, ossia il passaggio della media mobile 50 oltre quella a 200 periodi. Questo segnale tecnico è interpretato come fortemente rialzista. Attenzione però all’ingresso imminente nell’area di ipercomprato del RSI.

















