Home
Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
BCE banca centrale europea

BCE, prima stretta dal 2023 (25pb). Ma l’EURUSD scende ancora

Scritto da -

La Eurotower sottolinea che non si tratta dell’inizio di un ciclo restrittivo. Dipenderà dalla guerra nel Golfo

Dopo quasi tre anni la BCE effettua una manovra restrittiva. Al termine del meeting di giugno, il Consiglio direttivo guidato da Christine Lagarde ha deciso di aumentare di 25 punti base il tasso sui depositi bancari, che sale al 2,25%. Quello sulle operazioni di rifinanziamento sale al 2,40% mentre quello sui prestiti marginali al 2,65%.
La decisione odierna è stata unanime e rappresenta il primo rialzo dal settembre 2023.

La scelta della BCE sui tassi

Alla base di questa scelta ci sono le pressioni inflazionistiche dovute alle tensioni in Medio Oriente. La Bce ha la necessità di mantenere l’inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio periodo, e per questo ha dovuto intervenire subito, evitando che lo shock geopolitico possa consolidarsi nelle aspettative di famiglie, imprese e mercati.


Le nuove previsioni formulate dallo staff di economisti della BCE sono state riviste al rialzo. L’inflazione complessiva dovrebbe salire al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 ed al 2% nel 2028 mentre l’inflazione core al 2,5% nel 2026 e nel 2027 ed al 2,2% nel 2028.
La crescita economica viene invece rivista al ribasso allo 0,8% nel 2026, all’1,2% nel 2027 ed all’1,5% nel 2028.

Non è l’inizio di un nuovo ciclo

La banca centrale europeo ha comunque sottolineato che questa manovra non rappresenta l’inizio di un ciclo restrittivo, perché le prossime decisioni dipenderanno dai nuovi dati su inflazione, crescita e trasmissione della politica monetaria all’economia reale. Se la guerra, come tutti sperano, dovesse finire presto, allora le strette potrebbero anche fermarsi qui.

La reazione dell’euro-dollaro

Sul mercato valutario la mossa della BCE è risultata ininfluente, dal momento che gli investitori se l’aspettavano e l’avevano già prezzata. Il cambio continua a scendere e si avvicina a quota 1,15, in prossimità del minimo da oltre due mesi, dal momento che sul mercato c’è un sentiment di avversione al rischio a causa delle nuove tensioni USA-Iran, che allontanano la prospettiva di un accordo di pace.
Di recente il cambio EURUSD ha raggiunto il target del doppio massimo (a quota 1,155), ma potrebbe scivolare ancora più giù visto che si sta per concretizzare l’incrocio delle medie mobili 50 e 200, al quale si associa un forte messaggio ribassista.

Non è possibile commentare questo post.

IN EVIDENZA