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Dollaro in calo sulle speranze di de-escalation. Index sulla media mobile 200

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Il biglietto verde rimbalza dopo aver raggiunto i massimi di oltre un mese settimana scorsa

Qualche timido segnale di progresso nei negoziati tra USA e Iran fa rallentare il dollaro, che settimana scorsa aveva raggiunto i massimi di un mese.
Secondo i media iraniani Washington ha proposto una temporanea deroga alle sanzioni petrolifere fino a quando non si raggiungerà un accordo finale, mentre altre notizie riportano che Teheran potrebbe accettare un congelamento a lungo termine del suo programma nucleare.


Allo stato attuale però la situazione rimane incerta, mentre il traffico per lo Stretto di Hormuz è ancora molto limitato. Di conseguenza i prezzi del petrolio continuano a restare oltre in 100 dollari per barile, aumentando le pressioni inflazionistiche globali e limitando la possibilità delle banche centrali di alleggerire la politica monetaria. In alcuni casi, i responsabili delle politiche monetarie potrebbero addirittura dover inasprire ulteriormente la politica.


I mercati stimano che la Fed lascerà i tassi di interesse invariati fino alla fine dell’anno, anche se la probabilità di un ulteriore aumento di 25 punti base è salita a circa il 40%. Gli investitori attendono inoltre i verbali della prossima riunione del FOMC e i dati preliminari sull’indice PMI statunitense per ulteriori segnali sulla direzione della politica monetaria a stelle e strisce.


Sul mercato il biglietto verde ha frenato: il è sceso verso quota 99 lunedì ed è tornato a “baciare” la media mobile a 200 periodi che aveva tagliato proprio settimana scorsa, inviando un messaggio fortemente rialzista al mercato.
Se dovesse nuovamente rimbalzare verso l’alto su questo livello, potrebbe darsi lo slancio per avvicinarsi alla soglia di 100. In caso opposto, il prossimo livello di supporto è a quota 98,3.

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