Anche se questa settimana si chiude con un bilancio positivo per il dollaro (per la prima volta in questo mese di aprile), il biglietto verde non riesce a mantenere lo slancio per superare quota 99, perché torna a crescere l’ottimismo sulla questine mediorientale e di conseguenza si riduce la richiesta di beni rifugio.
La prospettiva di un nuovo ciclo di discussioni tra Stati Uniti e Iran, con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi previsto in Pakistan nelle prossime ore, alimenta le speranze di de-escalation. Questa dinamica sostiene gli asset sensibili al rischio e pesa sul dollaro.
Nel frattempo il presidente USA Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco in Libano, che sarebbe dovuto scadere domenica.
Se queste notizie infondono un po’ di fiducia, i fatti dicono però che il transito per lo Stretto di Hormuz non è fluido e continua a mantenere ad alto livello i prezzi del petrolio, aumentando così le pressioni inflazioniste. Questo spinge i trader a rivedere le prospettive sui tassi di interesse.
Il mercato è sicuro che la Fed manterrà invariato il tasso di interesse la prossima settimana, ma sono in bilico eventuali interventi nel prosieguo dell’anno.
Come detto, nonostante i progressi di questa settimana il rimane ancora sotto quota 99. Lo scenario tecnico offre un quadro molto interessante, perché il DXY sta testando la media mobile a 50 periodi (che agisce da resistenza), e poco più sopra c’è anche la media mobile a 200 periodi.
Questo doppio ostacolo rende complicato un ulteriore slancio. tuttavia, se il dollaro riuscisse a fare breakout, lo slancio sarebbe davvero forte e potrebbe portare rapidamente oltre la soglia psicologica di 100.

















