La mancanza di grandi novità dal conflitto in Medio Oriente rendono il mercato più freddo anche rispetto agli ultimi dati macro che giungono dal Regno Unito, lasciando la sterlina sostanzialmente stabile sul mercato valutario.
Il driver più importante in questo momento è lo sviluppo del conflitto in Medio Oriente. Il crescente ottimismo sulla possibile de-escalation ha consentito alla sterlina di recuperare molto terreno sul dollaro nelle ultime settimane, riportandosi sui livelli di 2 mesi fa.
Questo ottimismo ha spinto il mercato a ridurre le aspettative di un aumento dei tassi della Bank of England, visto che i membri del comitato di politica monetaria della BoE hanno segnalato che non c’è alcuna urgenza di alzare i tassi, e lo stesso governatore Bailey ha affermato che è presto per valutare l’impatto della guerra.
Intanto arrivano notizie in chiaroscuro dal fronte macroeconomico. A febbraio il PIL del Regno Unito è cresciuto dello 0,5% su base mensile, la crescita più forte da gennaio 2024. Su base annua il PIL è cresciuto dell’1%, dato più elevato da settembre dello scorso anno. Tuttavia, la produzione manifatturiera è calata inaspettatamente (0,1% su base mensile) mentre quella industriale è aumentata (0,5%) su base mensile più del previsto.
Va precisato che lo slancio del PIL è stato registrato prima dell’escalation in Medio Oriente, e dal momento che il Regno Unito è un importatore netto di energia, lo shock dei prezzi energetici globali derivanti dalle interruzioni delle esportazioni di petrolio e gas potrebbe pesare fortemente sui dati futuri.
Come detto, la sterlina rimane vicina al massimo delle ultime otto settimane rispetto al dollaro ed è in aumento di circa il 2,6% ad aprile. Il cambio viaggia verso 1,355 e sta trovando un ostacolo nella resistenza statica verso quota 1,360.
Tuttavia il quadro rimane rialzista, dopo il superamento (avvenuto nei giorni scorsi) delle due medie mobili principali a 50 e 200 periodi. Proprio le medie mobili fungono adesso da supporto tecnico.

















