Le prospettive di pace USA-Iran si affievoliscono, spingendo di nuovo verso l’alto il dollaro. Ma c’è una valuta che in questo inizio di settimana sta correndo su tutti. E’ il fiorino ungherese, che marcia in alto trascinato dall’esito delle elezioni.
Il filo-europeista Peter Magyar ha sconffitto Viktor Orban, che dopo 16 anni di governo è costretto a lasciare il posto di Premier. Magyar potrà contare su una larghissima maggioranza parlamentare visto che ha ottenuto 138 seggi in Parlamento, oltre i due terzi dei 199 totali.
Se Orban aveva portato l’Ungheria più lontana dall’Unione europea e più vicina a Mosca, con Magyar lo scenario si ribalta. La sua elezione spalanca le porte ad ampie riforme politiche ed economiche che sono necessarie per il Paese.
Dal punto di vista finanziario, l’elezione di Magyar sbloccherà un finanziamento da parte dell’UE, che durante il governo Orban era stato bloccato a causa delle preoccupazioni riguardo allo stato di diritto. L’Ungheria potrebbe inoltre ricevere prestiti a basso interesse per le spese della Difesa. Magyar ha inoltre promesso che intraprenderà azioni per l’adesione alla Eurozona.
Grazie a questa svolta, la Borsa di Budapest ha registrato un balzo verso un nuovo massimo storico, mentre il Fiorino ungherese si è spinto al livello più alto da febbraio 2022 rispetto al dollaro (USDHUF). Anche il cambio rispetto all’Euro (EUR/HUF) scende a quota 367, come non accadeva da aprile 2022.
Va anche aggiunto che i guadagni del fiorino sono stati limitati dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo che i colloqui del fine settimana a Islamabad non hanno prodotto un accordo.

















