Anche se ha confermato il livello del costo del denaro, la Norges Bank si mette in coda a quegli altri istituti che hanno virato verso una retorica più hawkish, preannunciando delle strette monetarie nel prossimo futuro.
Al termine della riunione di marzo, la banca centrale norvegese ha mantenuto il tasso di riferimento al 4%, ma ha rivisto al rialzo le previsioni sul futuro andamento dei tassi, segnalando un probabile aumento al 4,25–4,5% entro la fine dell’anno. Peraltro alcuni membri avrebbero voluto una stretta già adesso.
Secondo i policy makers norvegesi, c’è il rischio che l’inflazione venga spinta ancora pi in alto dalle tensioni in Medio Oriente, e dall’elevata incertezza nei mercati del petrolio e del gas. Tuttavia l’istituto ha preferito aspettare ulteriori dati prima di effettuare una stretta monetaria, giacché quest’ultima dovrebbe ridurre gradualmente l’inflazione fino all’obiettivo del 2% entro il 2029, ma potrebbe anche rallentare la crescita economica, spingendo la disoccupazione verso i livelli pre-pandemia (oggi il report sulla disoccupazione ha evidenziato un tasso che è salito al 4,9%, livello più alto da agosto 2025).
Questo nuovo scenario hawkish ha spinto il cambio USDNOK al ribasso, sotto quota 9,70. Il cambio tra le due valute ha trovato una resistenza nella media mobile a 50 periodi, che aveva già respinto il primo assalto qualche giorno fa.

















